Il dolore
L'università attrae e sforna talenti
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Un momento della inaugurazione dellaula studio allex cral Marzotto Anche se resta alto l'affollamento ai corsi e l'abbandono degli studi
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PISA. Sforna talenti ed ha discrete capacità attrattive. Certo che, quanto a fondi per la ricerca, si potrebbe avere di meglio. Per non parlare dell'affollamento ai corsi e del livello di dispersione. E' questa l'istantanea prodotta dall'annuale ricerca del Sole 24 Ore, che ha messo in fila gli atenei statali italiani. L'Università degli studi di Pisa si piazza al 22º posto (su 58 totali), quindi poco sopra la metà della classifica, dopo essere stata sottoposta a dieci diversi indicatori. Che hanno avuto come risultato un indice di 549,1 punti. Per fare un paragone, il politecnico di Torino - che ha conquistato la vetta - è arrivato a 829,8. A livello regionale Pisa è preceduta sia da Firenze che da Siena: Firenze è 13º su scala nazionale con 621,1 punti; mentre Siena è appena sopra Pisa, in 21º posizione, con 570,2 punti. Ma vediamo Pisa come si è comportata nei singoli settori dell'indagine. La migliore performance si registra per quanto riguarda i talenti, ovvero gli immatricolati nel 2010/2011 che hanno ottenuto il voto 100 alla maturità: quinto posto assoluto in Italia. Dunque, entrano nell'ateneo numerose promesse. Le quali, insieme agli altri, si trovano spesso alle prese con il problema dell'affollamento: tanto che, nel rapporto tra studenti e docenti, Pisa scende al 39º posto. L'attrattività della nostra università si conferma in ogni caso di buon livello: prendendo gli immatricolati 2010/2011 provenienti da fuori regione o stranieri, e calati sul totale, la posizione ottenuta è la 18ª (con il 29,5%). Ci si chiede ora quale rendimento e prospettive abbiano gli studenti dell'ateneo pisano. Riguardo alla dispersione, cioè le mancate iscrizioni al secondo anno (rispetto alle immatricolazioni dell'anno precedente), il livello è abbastanza elevato: 13º posto, con una percentuale del 22,2. Stesso risultato relativamente all'inattività, intendendo gli iscritti che non hanno ottenuto crediti. E i laureati nei tempi? Esattamente a metà classifica, 29º posizione (18,6%), allo stesso punto di Bari. Uno sguardo anche al personale, nello specifico ai docenti che hanno partecipato con successo a bandi Prin: 24º posto, un'altra collocazione a metà graduatoria. Il pagellone degli Atenei è stato infine formato analizzando la capacità di avere fondi per la ricerca. Prendendo gli euro per ogni docente di ruolo, Pisa arriva al 19º posto, al pari di Genova. Invece, per quanto riguarda la quota di fondi derivanti da enti esterni, la posizione diventa la 22º. Sezione a parte dell'indagine, che non è andata a formare il pagellone, è quella relativa all'ammontare delle tasse universitarie. La contribuzione media a Pisa è pari a 940 euro per studente. Una classifica viene fuori anche da questa voce: la nostra Università (in questo caso su 61 prese in esame) è 24º in Italia. A Siena si toccano i 1.261 euro, a Firenze si scende a 896.
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