Il Tirreno

Pisa

Stalli sul marciapiede pagati in modo salato: 4mila euro per cinque mesi. E i conti non tornano

False griffe, insorgono gli ambulanti

Donatella Lascar
<b>TIRRENIA. </b>Le bancarelle regolari sul marciapiede di piazza Belvedere
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TIRRENIA. Le bancarelle regolari sul marciapiede di piazza Belvedere

«È concorrenza sleale», bengalesi contro senegalesi in Piazza Belvedere

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 TIRRENIA. Questa volta a protestare contro gli abusivi in piazza Belvedere a Tirrenia, sono gli ambulanti. I bancarellai regolari, diciassette in totale tra piazza Belvedere e piazza dei Fiori, tutti provenienti dal Bangladesh e che per tutta la stagione hanno pagato per il posto sul marciapiede che dal centro della piazza arriva fino alla terrazza.  E qui ogni sera, dalle 18 in poi, decine e decine di venditori abusivi, quasi tutti di nazionalità senegalese, stendono per terra la loro mercanzia: borse, magliette, scarpe, portafogli e molto altro, tutto apparentemente firmato, proprio davanti alle bancarelle. «Non ne possiamo più di questa storia - afferma Alì Mohammed, il più anziano tra tutti i titolari delle bancarelle e anche l'unico che oltre ad aver comprato il banco è anche proprietario del posto - loro arrivano nel momento in cui comincia a esserci il maggior afflusso di gente e se ne rivanno a notte fonda. Tra i nostri banchi e i loro lenzuoli non c'è posto sufficiente per far passare le persone e i nostri incassi hanno subito un tracollo anche perché - continua Alì - rispetto agli altri anni c'è molta meno vigilanza da parte dei vigili e delle altre forze dell'ordine in generale. Io sono in Italia dal 2002 con tutti documenti regolari e ho comprato questo posto nel 2008. E rispetto agli altri anni noto la differenza. Ho pagato il suolo pubblico per 5 mesi, circa 4mila euro, ogni mese pago 150 euro per la luce, e poi la merce e le tasse, credo sia giusto poter lavorare liberamente. Abbiamo provato a parlare con loro, ma non sentono ragioni. Sarebbe meglio che se ne andassero».  Anche gli altri ambulanti si sono uniti alla voce di Alì, ma hanno preferito non dire il proprio nome perché sono intimoriti. Hanno paura di ritorsioni perché i loro rapporti con i venditori abusivi sono molto tesi. I bengalesi hanno raccontato che gli abusivi spesso usano anche i loro spazi dove tengono gli espositori, per far provare le scarpe ai potenziali clienti. Per questo, e per molti altri motivi, i bancarellai hanno discusso con gli abusivi come quando si sono accorti che nascondevano l'immondizia sotto i loro banchi o quando, nel tentativo di scappare dai vigili, passando con i loro borsoni hanno sporcato gli abiti destinati alla vendita. Anche se qualcuno dei passanti si è risentito perché non riesce a passare soprattutto con i passeggini e le carrozzine, molti altri invece, raccontano sempre i bengalesi, vanno da loro per chiedergli quando arrivano e li aspettano per comprare la loro merce, soprattutto le scarpe.  «Magari - conclude uno degli ambulanti più giovani -, noi in una giornata di lavoro dalle 8 del mattino alle 2 di notte, a volte incassiamo solo 150 Euro mentre loro, ogni sera, se ne vanno con minimo 500 Euro. Si appoggiano ai nostri banchi impedendo alla gente di fermarsi a guardare cosa vendiamo. Insomma, quest'anno si comportano come se fossero loro i padroni dei nostri posti».

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