Finanziaria che tappa i buchi sulle spalle dei più deboli
Enrico Santus
◗
Enrico Rossi e Susanna Camusso Enrico Rossi e Susanna Camusso a confronto su economia, sviluppo e lavoro precario
2 MINUTI DI LETTURA
COLTANO. Oltre due ore di dibattito. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso sono intervenuti sabato sera a Coltano, durante la festa dei "Giovani non + disposti a tutto" della Cgil, sulle tematiche del precariato, dell'occupazione giovanile, ma anche sulla partecipazione attiva dei cittadini e sul ruolo delle istituzioni nell'ascoltare e interpretare le istanze promosse dai movimenti civili. Non hanno proposto ricette magiche, ma linee di indirizzo che non possono che andare in direzione opposta a quelle avviate dalla manovra finanziaria approvata dal governo. Una manovra che - secondo entrambi i relatori - non pensa allo sviluppo, ma si propone di tappare i buchi gravando sulle spalle dei più deboli. In questo senso, è emblematica la questione del ticket, sul quale il presidente ha annunciato che sta lavorando con Emilia Romagna e Umbria per trovare soluzioni alternative. Il presidente ha parlato poi della proposta contro il precariato fatta nei giorni scorsi a Genova: «Abbiamo chiesto che l'utilizzo del lavoro precario costasse di più di quello a tempo indeterminato. Questo perché i datori di lavoro dovrebbero ricorrere al precariato solo in casi eccezionali: intendiamo così cambiare l'orientamento che vede crescere in Italia una sacca di precariato, che costringe a vivere in difficoltà, senza speranza e senza possibilità di costruirsi una vita». All'interno di queste politiche contro la precarietà giovanile rientrano anche i contributi messi a disposizione nelle scorse settimane dalla Regione per le attività di stage e tirocinio. Rossi ha fatto sapere che la Toscana sta predisponendo - per settembre - la concessione di credito a coloro che intendessero avviare delle attività. Sul lavoro precario e sulla redistribuzione della ricchezza si è poi soffermata la Camusso, secondo la quale non si possono trovare soluzioni al problema senza cambiare il modello: «Bisogna ridare valore al lavoro, perché finché questo è considerato marginale, funziona tutto, anche la precarietà». Ma ciò non è possibile senza la crescita: diventa quindi fondamentale investire nello sviluppo industriale e creare un piano energetico competitivo col resto d'Europa. E perché i giovani possano avere prospettive e futuro bisogna avviare e promuovere tutte quelle politiche che favoriscono la mobilità sociale, non ultima la formazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
