Sicurezza
Cantieri, si fanno avanti i cinesi
Francesco Loi
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Una protesta in difesa del lavoro ai cantieri di Pisa Gruppo Baglietto da vendere a pezzi: il sito pisano il più appetibile
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PISA. Ora ci sono anche le percentuali. «Al 99% lo spacchettamento ci sarà», si dice in ambienti sindacali e politici. Il destino dei Cantieri di Pisa sembra tracciato. Il gruppo Baglietto uscirà dal fallimento attraverso una vendita a pezzi: Pisa da una parte, il sito produttivo di La Spezia da un'altra e quello di Varazze (Savona) da un'altra ancora. Il recente incontro con l'amministratore unico della Baglietto Snc, Federico Galantini, ha indotto ragionevolmente a guardare solo in questa ottica. E i primi interessamenti sono emersi. Galantini, anche davanti agli amministratori di Regione ed enti locali, non si è sbilanciato. «Si tratta solo di avances», ha detto. Riguardo a queste manifestazioni di interesse si può affermare che almeno tre sono i soggetti che hanno iniziato ad interloquire per i Cantieri di Pisa; sei o sette invece sono i colloqui in corso per gli stabilimenti liguri di La Spezia e Varazze. Qualche dettaglio, oltre il velo della riservatezza, comunque emerge. In molti avevano pensato che si sarebbe fatto avanti di nuovo il russo Antonov, quello che aveva duellato con Giuseppe Balducci prima che lo stesso Galantini facesse cadere la sua scelta proprio sul patron di Effebi-Overmarine (poi è andata com'è andata). Invece questa ipotesi è stata smentita con forza. La certezza è che tutti gli interessati, se non altro ai Cantieri di Pisa, sono soggetti legati al mondo della nautica. A fare da contorno a questi numeri c'è una quantità di intermediari che telefonano da parte di gruppi cinesi, sempre più protagonisti del mercato della cantieristica, ma verso i quali non ci sarebbero state aperture. Anche perché il timore è che i cinesi possano cambiare in maniera sostanziale la tipologia delle lavorazioni in darsena, passando dalla produzione di scafi alla componentistica. E questo cambierebbe parecchio la realtà, ma soprattutto il peso del brand. Galantini non avrebbe escluso del tutto questa eventualità. A fronte dello spacchettamento, si dice già che Pisa sarebbe la parte più appetibile. La situazione di Spezia sarebbe resa complicata da alcuni milioni di euro da investire per poter ripartire, mentre a Varazze sussiste il problema delle concessioni, con tanto di causa legale in corso. I Cantieri pisani, al contrario, avrebbero un percorso più lineare; e anche la questione delle concessioni non sarebbe, nel loro caso, poi così ardua. Mentre si aspetta di capire chi potrebbe essere il nuovo acquirente, c'è chi si chiede: ma Balducci è fuori dai giochi? Il patron di Effebi-Overmarine finora ha sempre rifiutato un confronto nelle sedi istituzionali. Eppure si dice che, a livello politico, almeno da parte pisana, si vorrebbe tentare un ulteriore incontro prima di gettare la spugna. A metà settimana è previsto un nuovo incontro nei Cantieri per fare il punto. Al di là dell'eventuale tentativo nei confronti di Balducci, è da Galantini o dal versante di Jean Jaques Frey (garante del concordato e attuale proprietario del gruppo) che si attendono riscontri. Nei giorni scorsi Frey è venuto in Italia per incontrare alcuni interlocutori insieme a Galantini. Che a sua volta sta per volare a Parigi. E l'attesa continua.
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