Trasporti
Ticket unico per i due musei
Gianluca Campanella
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Lo splendido edificio della Certosa di Calci Università e Soprintendenza ci stanno lavorando
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PISA. Università e Certosa di Calci stanno progettando la creazione e l'unificazione dei servizi d'accoglienza, come bookshop e caffetteria; in prospettiva non si esclude il biglietto unico per accedere ai due musei: quello di storia naturale, gestito dall'ateneo pisano; e quello nazionale della parte monumentale, sotto la tutela del Mibac, ministero dei Beni culturali. La direttrice della Certosa, Severina Russo, descrive «un lavoro alacre in questi giorni», dettato da un'esigenza anche economica: il personale della Soprintendenza è sotto dimensionato e in più d'un pomeriggio estivo il complesso deve restare chiuso. Avere strutture comuni permetterebbe una sinergia. Ma non è così facile: per la parte monumentale vige il Codice dei beni culturali e del paesaggio, mentre nel museo accademico (secondo piano del corpo centrale e ala nord) no. Ecco, la Certosa non può avere un bar, che è una delle richieste più frequenti dei turisti stranieri: questi sono abituati a ben altri modelli museali e spesso rimangono interdetti quando viene loro spiegato che sono separati gli ingressi per vedere i dinosauri e il refettorio dei monaci certosini. Gli interlocutori della direttrice sono anche assessorato provinciale al Turismo e Soprintendenza regionale: il primo per intraprendere ulteriori misure che rilancino il museo e l'altra per cambiare l'orario. Cominciamo dall'ultimo punto: la Certosa è aperta da martedì a sabato nella fascia 8,30 - 19,30 e la domenica dalle 8,30 alle 13,30. Russo, sulla base dell'esperienza (i biglietti staccati), ritiene inutile tenere la struttura così a lungo in funzione nei pomeriggi invernali: una parte della visita si compie all'aperto e il percorso non è illuminato; e siccome nei mesi più freddi fa buio presto l'affluenza è bassa, per usare un eufemismo. Al contrario, la richiesta ci sarebbe per i pomeriggi estivi delle domeniche e dei festivi: per esempio, l'apertura straordinaria della Pasquetta 2011 ha portato 230 visitatori. Ma senza personale è impossibile garantire il servizio; altro esempio: per la prima volta, quest'anno il primo maggio la Certosa è rimasta chiusa. Infatti, nel 1995 erano 16 gli impiegati a Calci, ora sono otto più un part time; e con i pensionamenti il numero è destinato a scendere, perché negli enti pubblici il turn over è bloccato. Ebbene, Russo specifica che «non intendo ledere i diritti, ma è in atto un confronto serratissimo in direzione regionale e con i sindacati per rimodulare l'orario». Passiamo al capitolo Provincia. Sono tanti i cantieri aperti allo stadio avanzato: un ciclo di seminari sul romanico, le iniziative sul capodanno pisano, una guida stampata in varie lingue; ancora, i progetti in fase di studio sono una newsletter online e un bus navetta da Pisa per non escludere il monumento dal circuito turistico. Non mancano collaborazioni con il mondo associativo, che però contribuiscono a titolo gratuito. Russo, ringraziandoli però commenta: «Non si può a noi e a loro chiedere di andare avanti così all'infinito».
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