Il Tirreno

Pisa

Uno statuto nato da una brutta riforma

Giovanni Parlato
Uno statuto nato da una brutta riforma

Il rettore: «Vista la legge, è il meglio che potevamo fare». Ora tocca al regolamento

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 PISA. «Mi sento tranquillamente insoddisfatto» è stato il commento del rettore Massimo Augello, a margine dell'incontro di ieri mattina al polo didattico Carmignani con la comunità accademica in cui è stato illustrato il nuovo statuto dell'università di Pisa. Un commento che, successivamente, incontrando i giornalisti, il rettore ha così precisato: «In questo statuto non abbiamo potuto esercitare la nostra progettualità, non ci è stato dato un foglio di carta bianco e una penna con la libertà di scrivere ciò che volevamo».  «Siamo stati sempre consapevoli che dovevamo fare i conti con una legge che non abbiamo condiviso. Nonostante ciò, credo che abbiamo fatto del nostro meglio ed è per questo motivo che, ora, posso affermare di sentirmi tranquillamente insoddisfatto».  L'impianto del nuovo statuto è stato elaborato dalla commissione statuto «che si riuniva alle 10 del mattino e lavorava fino alle 7 di sera», afferma il rettore il quale tiene a sottolineare «il pecorso di trasparenza con cui ha lavorato». È stato aperto un sito in cui sono stati scaricati i verbali e organizzate ben venti audizioni per ascoltare le numerose parti interessate. «Tutti hanno dato un ottimo contributo», ha detto il Magnifico il quale ha voluto mettere in evidenza che «l'85% delle delibere è stato votato all'unanimità e il resto è stato votato con una maggioranza non inferiore all'80%».  Uno dei punti caratterizzanti del nuovo statuto riguarda la formazione del consiglio d'amministrazione cui la legge 240, più nota come legge Gelmini, ha demandato maggiori poteri rispetto al passato. «Abbiamo scelto di formare un cda - ha spiegato Augello - di soli dieci membri. Oltre al presidente (il rettore, ndr) ci saranno due esterni, quattro docenti, due studenti e un tecnico-amministrativo».  L'interrogativo riguarderà soprattutto i due esterni. Sarà indetto un bando per la loro selezione. Potrebbero essere manager aziendali come rappresentanti di istituzioni pubbliche. «È importante - ha spiegato il rettore - che a questi due rappresentanti esterni corrispondano due requisiti: un alto profilo professionale e una buona conoscenza del mondo univeristario». Ci sarà un rappresentante della Regione Toscana? Risposta: «La Regione non ha mai posto alcuna candidatura».  Il rettore si è soffermato anche su quello che sarà il futuro del senato accademico che non avrà più il potere di dettare le linee strategiche e di sviluppo affidate - prevalentemente con la legge 240 - al consiglio d'amministrazione. «Ma stiamo cercando, nel possibile che ci è dato, di bilanciare meglio di quanto indichi la legge i poteri fra i due maggiori organi», ha fatto sapere Augello sottolineando che il senato sarà più snello poiché da 33 membri scende a 25: resta inalterato il numero dei rappresentanti degli studenti e dei tecnici-amministrativi, mentre diminuiscono i docenti che saranno 18 e saranno tre per ogni macroarea.  Resta un ultimo importante elemento di questa operazione. «L'ateneo non si è mai dato un regolamento generale - ha concluso il rettore - ed è arrivato il momento di realizzarlo. Perché sarà proprio il regolamento a dare concreta attuazione ai principi e alle norme dettate dallo statuto che rappresenta una cornice generale».  

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