Il dolore
Porto, quella sabbia è da buttare
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Cumuli di sabbia scavata durante i lavori di costruzione del porto Non può diventare spiaggia gran parte dei 360mila metri cubi estratti
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MARINA. Sembra in via di esaurimento la guerra della sabbia. Quella estratta dai lavori per il nuovo porto di Marina di Pisa e che doveva essere presa, gratis, dall'amministrazione provinciale. Il punto è che, in via di esaurimento, sarebbe la sabbia stessa. Nei giorni scorsi infatti l'area del cantiere è stata oggetto di un sopralluogo da parte di tecnici dell'Arpat, dell'Asl e dell'ufficio ambiente della stessa Provincia. E, secondo i primi rumors, i 360mila metri cubi di sabbia che la società Boccadarno concederebbe a titolo gratuito all'ente di piazza Vittorio (ma non sarebbe a costo zero il trasporto, per un esborso di 1,5 milioni di euro) non sarebbero tutti utilizzabili per il ripascimento degli arenili. Almeno due terzi, almeno questo si dice, non avrebbero le caratteristiche richieste: sono materiali terrosi o rocciosi di altra natura e come tali non adatti per andare a riformare o potenziare le spiagge del litorale erose dall'azione del mare. In pratica, il "regalo" possibile sarebbe intorno a non più di 120mila metri cubi di sabbia. Ma anche su questo fronte, secondo le voci che circolano, servirebbero ulteriori verifiche. E dovrebbe dunque essere la stessa Boccadarno a far effettuare la caratterizzazione del materiale, ovvero far analizzare la sabbia per verificarne il grado di attecchimento. Solo in seguito a questi riscontri si potrebbe avere un sostanziale via libera. Altrimenti, come per il quantitativo maggiore, non resterebbe che lo smaltimento in discarica. Altro aspetto saliente è che i 360mila metri cubi risultano ancora tutti nell'area porto; nessun camion ha portato via alcunchè. Cosa succede a questo punto, di fronte al quadro che si starebbe delineando? Se resteranno solo 120mila metri cubi di sabbia, si tratterebbe di una quantità appena sufficiente ad accontentare la richiesta già inoltrata dagli stabilimenti balneari di avere a disposizione questa rena per il ripascimento autonomo dei propri arenili. Tra l'altro, i balneari hanno già fatto richiesta in questo senso alla Provincia, ricevendo un benestare di massima. Ora gli stabilimenti del litorale devono presentare un progetto dettagliato di quello che hanno intenzione di attuare, in attesa comunque delle ulteriori verifiche sulle caratteristiche di compatibilità dei 120mila metri cubi residui. Per gli interventi già programmati dalla Provincia a Marina di Pisa l'apporto necessario di sabbia dovrà essere molto più elevato, nell'ordine del milione e mezzo di metri cubi. Le progettazioni sono in corso e tra gli obiettivi c'è anche quello di ricostruire una spiaggia come qualche decennio fa, oltre a rendere sommerse le dighe. In questo caso il materiale dovrebbe arrivare dalle cave sottomarine dell'Elba e dell'Argentario. Ma per l'avvio dei lavori occorre attendere ancora qualche anno.
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