Attenzione
Danza e musica con Navigarte
Oggi e domani la proposta di quattro spettacoli
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PISA. Altre due serate di spettacoli alla Terrazza della Corte Sanac per NavigArte, la rassegna per le vie dell'arte tra danza e musica organizzata da Movimentoinactor Teatrodanza e Consorzio coreografi danza d'autore. Stasera alle 21.30, ospita la prima regionale di "Duetti sull'Identità" (Mozartanz-Le Sorelle e Satie-Le Serve) di Movimentoinactor Teatrodanza. È un duplice spettacolo diviso in due parti: le coreografie, entrambe di Flavia Bucciero, sono centrate sulle varie tematiche dell'identità, dello scambio di personalità, della fragilità esistenziale, dell'unione o del contrasto tra soggetti antagonisti. Il tutto danzato sul gioco ininterrotto della musica. In Mozartanz-Le Sorelle (la prima parte della serata) si mettono in scena un gioco danzato sulle musiche di Mozart e la coreografia di Flavia Bucciero (che è anche interprete assieme a Sabrina Davini e Silvia Franci) evoca il rapporto di odio amore tra due sorelle, come la relazione con la madre, una figura autoritaria e vulnerabile. La seconda parte della serata, Satie-Le Serve, è una coreografia interpretata da Flavia Bucciero, Franco Corsi, Cristian Ponzi, su musiche di Erik Satie, liberamente ispirata a Le Serve di J. Genet. La Compagnia Francesca Selva è invece protagonista della serata di domani alle 21.30 con un doppio appuntamento: "Il volo interrotto" e "Oppio". Il primo è una coreografia a cura di Francesca Selva (interpreti Silvia Bastianelli e Stefania Bucci; soggetto e messa in scena Marcello Valassina), liberamente ispirata al racconto Mr. Vertigo di Paul Auster. Espressione della fragilità delle esistenze e di quella forza dell'amicizia che riesce a far "volare", anche solo per un attimo, il linguaggio artistico rivisita tali visioni al femminile. "Oppio", altra coreografia di Francesca Selva (danzatrici Silvia Bastianelli e Stefania Bucci, soggetto e messa in scena Marcello Valassina), si ispira invece al mito di Demetra, e facendolo proprio esprime il senso universale del dolore e dell'abbandono da parte di colei che, perduta la figlia, trova consolazione bevendo il succo di papavero.
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