Il Tirreno

Pisa

I PUNTI DELLA RIFORMA

Addio facoltà, arrivano i dipartimenti e le scuole

Studenti all’interno del cortile della Sapienza
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Studenti all’interno del cortile della Sapienza

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 PISA. Ci vorrà ancora un anno prima che il nuovo statuto diventi operativo. Entro il 29 luglio, lo statuto andrà inviato al ministero della ricerca e dell'università che si prenderà quattro mesi per rispondere. Potrebbero intervenire delle modifiche, ma l'assetto principale dello statuto è già stato disegnato.  Spariscono le facoltà. È questa la novità principale della riforma voluta dalla legge 240, più nota come legge Gelmini. Oggi l'ateneo è composto da 11 facoltà e 48 dipartimenti. Si ridisegna tutto. La legge indicava che ogni dipartimento avrebbe dovuto avere minimo 40 docenti. Questa soglia è stata alzata dallo statuto fino a 50, quindi teoricamente ogni facoltà che ha anche cento docenti potrebbe formare due dipartimenti. Ma la linea guida non è quella del numero, ma delle aree.  La facoltà di Lettere con quasi 250 docenti, è l'esempio fatto dal rettore, avrebbe potuto dividersi in 4/5 dipartimenti, ma la scelta è stata di formare solo due dipartimenti divisi uno nelle aree linguistiche e l'altro che raggruppa storia, filosofia, storia dell'arte, archeologia. Oltre a Lettere, si prevedono due dipartimenti anche per Lingue e Giurisprudenza, mentre Scienze, Ingegneria e Medicina avranno diversi dipartimenti.  Le scuole. Là dove ci sono facoltà che si dividono in più dipartimenti, ci saranno le "scuole" il cui direttore avrà il compito di coordinamento. La costituzione della scuola sarà facoltativa, ma è sicura per la facoltà di Medicina e Chirurgia.  Consiglio d'amministrazione. Sarà costituito da dieci membri di cui due esterni. Il cda diventa l'organo più rappresentativo e deciderà la programmazione didattica e il futuro (se attivare o fare cessare i corsi di laurea.  Senato accademico. Avrà meno poteri rispetto a prima e sarà costituito da 25 membri, di cui 18 docenti eletti (fra cui solo 6 sono direttori di dipartimento, anch'essi eletti). È abolita la figura del membro di diritto in senato, come sono gli attuali presidi.  Rettore.Nell'elezione del rettore resta il corpo docente ad essere determinante anche se la sua "strapotenza" è stata ridotta. Prima, il peso sull'elezione era di circa il 90% che viene abbassato all'80%.  Di conseguenza sale il peso elettorale degli studenti (dal 7,5% al 10%) e del personale tecnico-amministrativo (da 4,6% a 10%). Quest'ultimo, prima, aveva singolarmente per ogni dipendente, un potere in percentuale di voto di 1/8 che è stato portato ad 1/7 incrementando notevolmente il loro peso ai fini dell'elezione del rettore.

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