Il Tirreno

Pisa

Riunire la sinistra? La linea Rossi per ora non sfonda

Cauti sulla possibilità di un'intesa in città Pd, Sel e Rc. Contrari i "cespugli" di maggioranza

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 PISA. Unire anche a Pisa la sinistra? Mica facile. L'appello di Enrico Rossi, che auspica se non altro l'ingresso in maggioranza di Sel a Palazzo Gambacorti, smuove le acque della politica cittadina. Ma le onde non vanno tutte nella stessa direzione. Anzi. Il Pd ne prende atto, però continua a guardare in modo assai cauto a sinistra.  Sel (e Rc) ribattono: «Non ci interessano le poltrone», con le politiche giovanili e il tema della sicurezza che si confermano terreni di confronto complicati. E gli alleati della maggioranza? Prevale la diffidenza.  Carlo Scaramuzzino (Sel): «Ci sono diverse questioni su cui vogliamo un confronto pubblico per poter pensare ad un ingresso in maggioranza. Abbiamo posto il bilancio 2012 come data utile. Ci fa piacere l'appello di Rossi, ma non ci interessano le poltrone, semmai una politica di svolta in città, in particolare sulle politiche giovanili. Certo che se dobbiamo dire che nel programma dell'amministrazione tutto va bene, è più difficile».  Anche da parte di Maurizio Bini (Rifondazione) emergono diversi distinguo: «A Pisa, rispetto all'ambito regionale, non abbiamo mai visto certe aperture nei nostri confronti. Spazi sociali e sicurezza sono sicuramente i temi principali di divisione. Se l'invito di Rossi è uno stimolo per un cambiamento del clima, ben venga».  Andrea Ferrante (Pd) rilancia: «Noi la nostra parte la stiamo facendo. Bisogna capire se le forze della nostra sinistra hanno intenzione di essere maggioranza oppure opposizione. La risposta la devono dare loro».  Un po' di agitazione nelle altre forze di maggioranza. «Bisogna tener conto delle specificità locali - dice Rolando Vivaldi (socialisti) -. Prima la comunanza di intenti, poi semmai un accordo. Non posso condividere Rossi quando invita ad un'intesa a prescindere dai programmi».  Piero Torrigiani (Lista per Pisa) frena: «Siamo aperti agli apporti di tutti, ma indisponibili ad alchimie politiche che le recenti elezioni e referendum hanno bocciato. Chiediamo ai partner di maggioranza di tenere dritto il timone del buon governo». Da Silvia Marroni (Idv) altrettanta cautela: «Bisogna partire dal riconoscimento di ciò che abbiamo fatto». F.L.

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