Sicurezza
Coop di ex detenuti perde l'appalto, in 11 rischiano il posto
I lavoratori, impegnati in manutenzioni del verde pubblico e nella trascrizione delle sedute consiliari di diversi enti locali delle province di Pisa e Livorno, finiranno in cassa integrazione da agosto
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PISA. Undici ex detenuti della cooperativa sociale Don Bosco rischiano da settembre di restare senza lavoro dopo la mancata aggiudicazione di un appalto pubblico, dovuta a un errore di valutazione del management cooperativo. Comune e Provincia sono in campo per cercare soluzioni alternative, ma intanto i lavoratori, impegnati in manutenzioni del verde pubblico e nella trascrizione delle sedute consiliari di diversi enti locali delle province di Pisa e Livorno, finiranno in cassa integrazione da agosto.
E' una corsa contro il tempo quella del nuovo presidente della cooperativa, Alessandro Bigarella, e delle istituzioni pisane. L'appalto in questione, per 280 mila euro annui, è quello della manutenzione dei giardini dell'azienda ospedaliero universitaria pisana eseguito per anni dalla Coop Don Bosco, ma nel 2010 l'ente ospedaliero ha deciso di sottoporre a gara europea l'intero servizio con la clausola che prevede di avere un fatturato con un ente pubblico di almeno 320.000 euro. La Don Bosco arrivava a 280mila euro e l'allora presidente non si è consorziato con altri perdendo dunque l'appalto.
«Stiamo valutando tutte le opzioni possibili - spiega l'assessore comunale alle politiche sociali, Maria Paola Ciccone - per salvaguardare i livelli occupazionali". Il ricorso alla cassa in deroga, conclude l'assessore provinciale al lavoro, Anna Romei, «può essere un meccanismo, in tempi di ferie estive, che regala un pò di ossigeno ai dipendenti e un pò di tempo alle istituzioni per esplorare soluzioni alternative".
E' una corsa contro il tempo quella del nuovo presidente della cooperativa, Alessandro Bigarella, e delle istituzioni pisane. L'appalto in questione, per 280 mila euro annui, è quello della manutenzione dei giardini dell'azienda ospedaliero universitaria pisana eseguito per anni dalla Coop Don Bosco, ma nel 2010 l'ente ospedaliero ha deciso di sottoporre a gara europea l'intero servizio con la clausola che prevede di avere un fatturato con un ente pubblico di almeno 320.000 euro. La Don Bosco arrivava a 280mila euro e l'allora presidente non si è consorziato con altri perdendo dunque l'appalto.
«Stiamo valutando tutte le opzioni possibili - spiega l'assessore comunale alle politiche sociali, Maria Paola Ciccone - per salvaguardare i livelli occupazionali". Il ricorso alla cassa in deroga, conclude l'assessore provinciale al lavoro, Anna Romei, «può essere un meccanismo, in tempi di ferie estive, che regala un pò di ossigeno ai dipendenti e un pò di tempo alle istituzioni per esplorare soluzioni alternative".
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