Il Tirreno

Pisa

Rossi vuole anche a Pisa la sinistra unita

Gianfranco Borrelli

Il governatore detta la linea: «È questa la cultura della Toscana»

3 MINUTI DI LETTURA





 Sarà stata la location defilata a Ospedaletto, sarà stato il gran caldo e la mole di ore di dibattito previsto (dalle 17 alle 24), sta di fatto che l'iniziativa promossa dai partiti della maggioranza del Comune intitolata "Cambiando Pisa", ha registrato una partecipazione minore forse a quanto meritasse. Non solo perché il report delle cose fatte e quelle da fare nonostante i mancati impegni del governo (museo delle Navi, caserme, finanziamenti per l'aeroporto) comunque sta trasformando la città grazie a una vitalità progettuale pubblica e privata che è utile conoscere, ma anche perché grazie alle conclusioni del presidente della Regione Enrico Rossi a conquistare la scena è stata la politica e i valori guida del buon amministrare. Il richiamo è a una politica che abbia un'anima, che metta al centro il lavoro e la solidarietà, il ruolo pubblico nella sanità e nel sociale, che guardi all'idealità, ai diritti e alle esigenze della società rappresentata, che sappia riannodare il dialogo con gli intellettuali e indicare speranze per il futuro anche in questa congiuntura difficile.  «La cultura della Toscana è radicata a sinistra - ha detto Rossi - da qui bisogna partire e riunire le forze che esprimono questi valori. E proprio Pisa, che è una città importante e oggi la più dinamica della costa, può svolgere un ruolo determinante e affermare un modello di riferimento. Se c'è la volontà politica, le soluzioni si trovano. Nutro dubbi su ipotesi di allargamento e alleanze estranee a queste radici comuni».  L'invito a un'unità della sinistra Rossi lo ha fatto discendere direttamente dall'analisi del risultato del voto amministrativo e di quello referendario. Ci ha letto la richiesta di cambiamento di una società che è più povera, in cui soffrono anche le classi medie e le "partite Iva", che si sente meno garantita e non rappresentata dalla politica e che alla politica chiede scelte e azioni finalizzate al miglioramento delle condizioni e della qualità della vita.  In questo senso ha iscritto il suo sostegno forte all'opera del sindaco di Pisa Marco Filippeschi, confermando l'impegno della Regione a continuare a finanziare i progetti di sviluppo della città e che riguardano l'aeroporto, l'ospedale («già pronti gli altri 300 milioni per realizzare la nuova ala di Cisanello e trasferire così l'intero Santa Chiara»), la riqualificazione urbana, la mobilità e i progetti ecosostenibili e di innovazione tecnologica.  «Auspico che il vostro percorso arrivi in fondo e si concluda con un accordo - ha ribadito riferendosi al dialogo con Sel in vista delle amministrative del 2013 - perché dove la sinistra si è presentata unita ha sempre vinto, anche al primo turno. È di fronte alle sfide difficili che ci attendono, anche per le inefficienze del governo nazionale, che dobbiamo rappresentare una valida alternativa, non solo per dire no alla detoscanizzazione come dice qualcuno, ma per offrire un altro stile di governo».  Insomma, imprimendo un'accelerazione al dibattito tra i partiti cittadini in vista del 2013, Rossi si aspetta che anche a Pisa, proprio per promuovere un modello politico toscano senza disomogeneità, Sel - e se vuole anche Rc - ritrovi quella volontà di unione della sinistra che meglio rappresenta il comune sentire di questa regione. «Il mio intervento - ci ha aggiunto al telefono - è stato di forte sostegno per Marco Filippeschi e un invito all'unità della sinistra, e quindi a tutti, e quindi a Sel perché entri in maggioranza accettando la sfida del governo sui grandi temi dello sviluppo, dell'ambiente e delle infrastutture. In un quadro in cui la sinistra ritrova le ragioni del dialogo e dell'unità».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa