Borsisti mobilitati contro le nuove regole
Gianluca Campanella
Lunedì presidio in Regione per impedire l'approvazione della delibera
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PISA. Una petizione online e un presidio lunedì prossimo davanti alla sede della giunta regionale. Così ha deciso l'assemblea studentesca di martedì sera, svolta al campus Praticelli, per affondare la delibera con le linee guida sulle borse di studio, che contempla fideiussioni bancarie e graduatoria unica regionale. Il 18 luglio, infatti, a Firenze proveranno a emanare i criteri. Ma l'obiettivo dichiarato dei ragazzi è «perdere più tempo possibile». L'iter prevede che la giunta regionale dia gli indirizzi "politici"; e sulla base di questi il Dsu Toscana, azienda per il diritto allo studio, scriva il bando per le borse e i benefici. Ma il giorno 25 cominciano le immatricolazioni all'università di Pisa e quest'anno c'è lo sportello unico: burocrazia d'ateneo e accesso ai servizi Dsu si espletano in una sola fila. Quindi per il 25 il bando ci deve essere. Gli studenti ritengono che tirarla per le lunghe impedisca alla Regione di costruire nuove regole e costringa a produrre un bando simile a quello del 2010. Lo spauracchio che si vuole evitare è l'introduzione di misure che «mettono a rischio il concetto di diritto allo studio»: una fideiussione bancaria obbligatoria per i vincitori delle borse, in modo da garantire la restituzione dell'assegno se gli stessi non confermano i requisiti di merito richiesti dopo un anno; e la graduatoria unica. Di quest'ultima ancora non si sa se sarà unica unica o unica e trina: cioè una sola classifica degli idonei di Pisa, Firenze e Siena (i tre atenei regionali), sia per le borse che per le case dello studente; oppure una per gli assegni e tre per gli alloggi. Entrambi i casi comportano rischi: la prima scelta, per esempio, che uno studente di Pisa vinca la casa a Siena; l'altra che un assegnatario di alloggio in città non rientri tra i fruitori del denaro. In tutto ciò, il paradosso è che il nemico diventi la Regione, nonostante essa abbia speso l'anno scorso molti milioni in più per coprire in parte il taglio deciso dal governo nazionale: questo ha ridotto da 12,3 a 5,5 milioni il suo contributo. Ma i soldi non ci sono e la giunta sta escogitando qualcosa per risparmiare sulla differenza che non riesce a tamponare. I ragazzi, pur criticando «la disorganizzazione di alcuni uffici» del Dsu, in questa battaglia sono alleati con l'azienda: qualche dirigente e i rappresentanti studenteschi in cda, tra cui Ettore Bucci, in numerose riunioni con assessori e tecnici regionali, stanno facendo pressione per ridurre il giro di vite. Intanto hanno spuntato la proroga al 30 settembre per il conseguimento dei crediti minimi necessari alla borsa: è valida per gli iscritti alle locali Ingegneria e Scienze.
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