Proteste
Tanto rumore per nulla: vince Monaco
Gianluca Campanella
Fiumi e Fossi, poltrona da presidente per l'ex vice di Azzena
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Marco Monaco è il nuovo presidente del Consorzio "Fiumi e fossi": succede a Luisa Azzena, dimessasi un mese fa e di cui era il vice; resterà in carica fino al 31 dicembre 2012. Il nome della vigilia, quindi, è stato rispettato: nemmeno i voti lasciano presagire difficoltà (21 contro i 6 presi da Riccardo Buscemi, che si è candidato all'ultimo momento). Eppure le elezioni si sono tenute "solo" venerdì scorso e non il 24 giugno, quando previsto, scatenando quello che Monaco stesso definisce «gossip». Per i cultori della materia è obbligatoria una premessa: tra i 35 consiglieri del Consorzio, 18 sono stati eletti nel 2007 dai contribuenti e 17 sono nominati dal presidente della Provincia, Andrea Pieroni, tra i consiglieri comunali dello stesso territorio consortile. Ebbene, Monaco è il primo presidente proveniente dai nominati. Per rompere questa tradizione sono stati necessari due ingredienti, che il neo vincitore spiega: «Per il buon lavoro fatto dalla deputazione (una sorta di direttivo ristretto con 9 delegati, nda) si è capito che la continuità poteva avere un ruolo determinante». Inoltre c'è stato il passo indietro di Paolo Zalum, «il deputato eletto più anziano e papabile: ha preferito lasciare a un giovane». Zalum è il nuovo vice. «Gli sarò grato a vita», esterna Monaco. Gli altri ringraziamenti sono per Azzena: «Mi ha fatto conoscere tutto il lavoro del Consorzio». Infine al Pd: «Il partito ha avuto una parte, aiutandomi a ricevere il pieno consenso». E il gossip? Prima ci si era messo Buscemi: «Fiumi e fossi non diventi merce di scambio per gli equilibri in casa Pd». Alludeva (insieme ad altri che non si sono esposti) al presunto "premio fedeltà" che spettava a Monaco per essersi schierato con la cosiddetta maggioranza interna uscita dal congresso cittadino dei Democratici. Poi era sembrato che parte di quella stessa maggioranza non gradisse Monaco e volesse boicottarlo. Il presidente replica: «La fibrillazione c'è stata non perché si premeva su altri nomi, ma per trovare compatezza sul mio. La politica ha avuto il suo percorso e ha parlato con tutti i sindaci e i referenti delle associazioni di categoria». Detto ciò, Consorzio di bonifica e consiglio comunale sono due mondi «distinti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
