Gioco
Concerto del chitarrista per la rassegna Caracol
Quelle "Buone notizie" di Paolo Spaccamonti
Massimo Berutto
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PISA. La chitarra di Paolo Spaccamonti vibrerà nell'aria al Leocaffè della Stazione Leopolda per l'ormai consueta apericena del giovedì. L'appuntamento è per domani alle 20.30 e rappresenta anche un nuovo rendez-vous con la rassegna Stazione Caracol (in collaborazione con l'Arci Caracol). Il musicista torinese, fra gli emergenti negli ultimi anni, presenterà (accompagnato da Ramon Moro alla tromba e agli effetti) il suo secondo album strumentale dal titolo incoraggiante: «Buone Notizie». Si tratta di un lavoro pubblicato due anni dopo il successo d'esordio «Undici pezzi facili», che venne accreditato dalla critica di «particolare e suggestiva intensità cinematografica», che diventa straordinaria se si pensa che non è appoggiata né sulla voce né sul racconto. Controcorrente la scelta di Spaccamonti, le cui radici affondano nella musica degli Ac/Dc e poi nel metal, spaziando dai cantautori all'elettronica. Le sue note regalano momenti quasi ipnotici, con melodie malinconiche e visionarie. Pesante ma significativo il paragone con l'arte dei Pink Floyd e di altri artisti di calibro internazionale. Dopo il debutto con un disco volutamente artigianale e minimale, costruito come una raccolta di brani e non un progetto artistico, il chitarrista piemontese ha forgiato con maggiore consapevolezza la sua seconda opera rispettando la scaletta ideale che aveva in testa. Negli ultimi mesi, oltre all'uscita di «Buone notizie», l'onore di ricevere dal Museo Nazionale del Cinema l'incarico di musicare il film muto Rotaie (del 1929) e il piacere di accompagnare (anche alla trasmissione Babylon su Radio 2) il giornalista Maurizio Blatto nel reading del suo libro «L'ultimo disco dei Mohicani».
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