Il Tirreno

Pisa

Liberato il dottorando della Normale

Candida Virgone
Poliziotti davanti al carcere Don Bosco
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Poliziotti davanti al carcere Don Bosco

Il processo a fine estate, il giudice dispone l'obbligo di firma

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PISA. È tornato libero ieri pomeriggio Dario Buttazzo, il ragazzo di 25 anni, borsista di fisica alla Normale, arrestato sabato notte. È uscito dal carcere Don Bosco ieri pomeriggio alle due e mezza passate. Ad attenderlo i genitori (il padre è docente del dipartimento di matematica) ed un folto gruppo di amici, gli stessi che si sono battuti per lui. Il ragazzo era stato arrestato sabato dopo lo scontro in via Consoli del Mare fra carabinieri, polizia e giovani che chiedevano di entrare alla festa della Normale.  Ieri davanti al gip Pietro Murano si è svolta per Dario l'udienza di convalida. La misura restrittiva chiesta dal pm Antonio Giaconi è stata confermata, ma ridotta ad un obbligo di firma due volte alla settimana, proprio nella sede dei carabinieri, in via Guido da Pisa, alla stazione di Pisa principale. «Un atto educativo - ha detto il gip - proprio nella rilevazione di un difetto di relazione con l'ordine pubblico». Insomma un modo per avvicinare le due parti. Murano ha rigettato la richiesta di custodia cautelare del pm, condividendo le perplessità della difesa, rappresentata dall'avvocato Giulia Padovani, ma ammettendo che la situazione di tensione giustificava tale decisione. «Una sentenza equilibrata»: ha commentato Padovani. Dario ha negato di aver spintonato qualcuno e di aver opposto resistenza. «Non ho mai detto di essere un avvocato - ha aggiunto - ma ho detto che conosco i miei diritti e che ho letto la legge. Non ricordo il morso, ma dopo che sono stato afferrato e portato in auto è successo di tutto. Chi mi spingeva da una parte, chi dall'altra, come poter ricordare in quella fase concitata, in cui chiedevo di essere rilasciato, che cosa sia accaduto?».  Il ragazzo è apparso sollevato, fin da quando ha incontrato il giudice, un momento per lui molto atteso perché aveva voglia di spiegare la sua versione dei fatti. Quattro le ipotesi di reato contestate: resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, aggravate ambedue dal numero delle persone (più di 10), sostituzione di persona (nell'alterazione dello stato giudirico), rifiuto di fornire le generalità e istigazione a non fornire le generalità, 3º comma dell'articolo 414, in sintesi due contravvenzioni. Reati di competenza del giudizio collegiale o da udienza preliminare. Sarebbe scartata l'ipotesi di una direttissima (per la quale comunque c'è un mese di tempo), data la competenza del reato, mentre l'orientamento dell'accusa sarebbe la richiesta di un giudizio immediato, senza passare dal gup, ma su cui deve pronunciarsi il gip, da discutere davanti al collegio. La richiesta slitterebbe a fine estate. Giudizio dunque, forse, a settembre.

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