Sicurezza
Disoccupati in fila per l'indennità
◗
Giovani in coda davanti a un centro per limpiego Assalto ai Centri per l'impiego. Molti i docenti con il contratto scaduto
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Lunghe file agli sportelli per richiedere l'indennità di disoccupazione. E' stato un autentico assalto quello che si è verificato nei primissimi giorni di luglio alle quattro sedi provinciali dei Centri per l'impiego. Il 30 giugno scorso sono scaduti i contratti di lavoro dei docenti a tempo determinato e questo ha provocato, dal primo del mese, la corsa per richiedere l'indennità all'Inps. Solo ora il carico per gli sportelli dei Centri, pur restando elevato, sta tornando su livelli più normali. Ma quello che è successo nei giorni scorsi riflette in pieno la situazione di crisi del mercato occupazionale. Centinaia di persone che aspettavano il loro turno nelle sedi dei Centri: quasi 1.900 nei primi quattro giorni utili per inoltrare la domanda, 1.891 per l'esattezza. E ognuna di queste persone con in mano un foglio su cui era scritto, in forme diverse, licenziato, cassintegrato, fuori dalla catena produttiva. E' l'esercito delle vittime della congiuntura, uomini e donne espulsi dalle fabbriche, dagli uffici, dalle aziende, dalla scuola, in coda per il sussidio. A volte in cerca di una nuova possibilità lavorativa a cui aggrapparsi per sbarcare il lunario. Sono stati 473 gli utenti, in media, che hanno affollato quotidianamente le sale d'aspetto dei Centri. Chi con impazienza, chi con rassegnazione. Dall'1 al 6 luglio gli sportelli hanno registrato 844 contatti a Pisa, 644 a Pontedera, 317 a Santa Croce e 86 a Volterra. Sono questi i numeri della crisi che abbraccia il nostro territorio «e che non accenna a placarsi». Non ha dubbi l'assessore provinciale al lavoro Anna Romei sulle difficoltà che stanno attanagliando centinaia di famiglie e sulle prospettive. «L'estate non sta portando niente di buono. Rispetto all'anno passato abbiamo avuto un incremento di oltre 300 unità. Non stiamo assolutamente uscendo dal tunnel. Anzi, navighiamo nel pieno della tempesta». Non va in vacanza chi è senza lavoro. E con loro gli operatori dei centri, alle prese «con un carico d'attività - dicono gli addetti - pazzesco». Perché la popolazione di questi precari messi da parte è variegata. Giovani alla ricerca del primo impiego, extracomunitari, donne. E soprattutto ad ingrossare le fila dei disoccupati sono stati i docenti con contratti a tempo determinato. «Il mondo della scuola - ribadisce l'assessore - è fortemente toccato. Al 30 giugno sono scaduti i loro rapporti lavorativi e così hanno chiesto l'indennità di disoccupazione. Sono le donne ed i giovani, in tutti i settori, a farne le spese maggiori». Ma sperano nei servizi dei Centri per l'impiego anche i lavoratori cassintegrati o mandati in mobilità. Qualcuno crede che passata la crisi potrà tornare al vecchio lavoro, ma c'è anche chi sa che le probabilità sono basse. Una situazione piombata tra capo e collo a molti, non tutti alle prime armi e non tutti operai. In questi casi, la nuova condizione non fa male solo al portafoglio. «Arrivano persone di quaranta o cinquant'anni che hanno lavorato per tutta la vita con stabilità e che finora non si erano posti il problema», aggiunge Romei. Se l'occupazione annaspa, l'altra faccia della medaglia è quella della domanda. Le imprese che tagliano non creano posti di lavoro. «E a settembre non si prevedono miglioramenti. Questi sono i dati attuali - conclude Romei - ma tra un paio di giorni saranno cifre già vecchie perché in continuo aumento».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
