Il Tirreno

Pisa

Davanti al gup due persone accusate di circonvenzione di incapace

Gli portarono via mezzo milione Domani 4ª udienza preliminare

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 PISA. Quarta udienza preliminare lunedì mattina davanti al gup Concettina Garreffa per due uomini accusati di circonvenzione di incapace. Dopo tre rinvii in rapida successione si spera che questa volti l'udienza si concluda con una definizione del dibattimento in atto. Davanti al gup e al pm Giovanni Maddaleni compaiono un massese di 61 anni, Renzo Bellavigna, di Tresana, difeso dall'avv. Francesco Perfetti, e un pontederese che avrebbe prestato all'anziano danaro ad alti interessi, Romano Baldini, 70 anni, difeso dall'avv. Mario De Giorgio. Sono accusati di aver sottratto ad un ex imprenditore ottantenne della provincia, Alberto Baldini (l'omonimia con uno degli imputati è solo una coincidenza), oggi scomparso, quasi mezzo milione di euro. La vedova della parte lesa, Maria Antonietta Marconcini, per la quale è stato nominato tutore l'avvocato Francesca Gerbi, si è costituita parte civile con l'avvocato Irene Braca. Nella ricostruzione degli inquirenti Bellavigna avrebbe millantato col vecchio imprenditore amicizie nei quartieri alti della politica, da Berlusconi a Gheddafi, in ambienti finanziari e in Vaticano, nei fantomatici servizi segreti ecclesiastici. Una storia che va avanti per cinque anni, dal 2003 al 2008, fino alla scomparsa della presunta vittima. A dare l'allarme su quanto era avvenuto e a portare alla nomina di un tutore per la vedova, era stato un nipote, impensierito dai movimenti sospetti sui conti del parente. L'indagine aveva portato alla denuncia e alla richiesta di rinvio a giudizio per i due. Ormai in pensione, l'imprenditore avrebbe accolto la proposta di Bellavigna di lanciarsi in una serie di «affari» di pura fantasia. Negli anni l'uomo sarebbe stato convinto - ma non avrebbe firmato alcun documento - di essere addirittura il presidente di una società che importava carbone della Turchia, ma che non ci sarebbe mai stata. L'imprenditore gli avrebbe messo in mano quasi 450mila euro e in una occasione, sprovvisto di liquidi, si sarebbe rivolto a Baldini chiedendo in prestito 15mila euro lievitati a 28mila.

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di Redazione web