Il Tirreno

Pisa

Corte dei Conti: pena da 13mila euro

Deve risarcire l'ospedale l'infermiera che di notte navigava sui siti porno

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 PISA. Di notte, mentre era di turno in ospedale, si collegava a spese dell'azienda a siti porno e chattava offrendo prestazioni sessuali virtuali via web cam. L'azienda ospedaliero-universitaria pisana, per questa vicenda, ha chiesto ad una sua infermiera, una cinquantenne della provincia, 22mila euro di risarcimento per i danni materiali e di immagine provocati all'ospedale. La Corte dei conti non ha riconosciuto il danno d'immagine ma le ore sottratte al lavoro - almeno tre a turno - e ha condannato la dipendente a pagare più di 13mila euro di risarcimento all'Aoup. I fatti risalgono al 2003, quando la donna, non si sa se per arrotondare lo stipendio o per un dependenza da internet, fu scoperta da un collega, in una stanzetta dell'ospedale, a far sesso virtuale. L'uomo avrebbe minacciato di rivelare tutto se lei non si fosse prestata alle sue richieste e a quel punto infermiera e marito lo denunciarono: scattarono inchieste interne e penali per molestie sessuali che però furono archiviata. Continuò invece quella sui collegamenti durante il lavoro, che ha portato in questi giorni alla sentenza della Corte dei conti.

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