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Pisa

Caos alla festa della Normale: fermato uno studente Decine di ragazzi davanti alla caserma: "Liberatelo"

Caos alla festa della Normale: fermato uno studente Decine di ragazzi davanti alla caserma: "Liberatelo"

Scontro di versioni sull'episodio. Tutto sarebbe nato dopo il tentativo di cinquanta ragazzi "esterni" di entrare alla festa. Arrivano le forze dell'ordine, un ragazzo rifiuta i documenti poi le cose degenerano: fermato e portato in cella. In settanta inseguono la gazzella e "assediano" la caserma. Dopo l'intervento di un avvocato il ragazzo viene portato al pronto soccorso per le ferite riportate. Medicati anche due carabinieri. E la tensione sotto al comando provinciale è rimasta alta

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Caos alla Normale nella notte dopo il tentativo di un gruppo di una cinquantina di giovani di entrare a una festa. La vigilanza interna ha impedito l'ingresso e sembra abbia chiamato i carabinieri. All'arrivo dei militari però è scoppiata la protesta e uno studente è stato fermato con le accuse di aver rifiutato di fornire le generalità, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Il giovane, 25 anni, dottorando in Fisica, figlio di un docente universitario, aveva appunto protestato per l'arrivo dei carabinieri e poi si era rifiutato di mostrare i documenti. A questo punto, secondo la versione dei suoi amici sarebbe stato anche strattonato e colpito. Sta di fatto che al pronto soccorso gli sono stati riscontrati traumi e una ferita al mento. Intanto però era già stato portato in cella, in stato di fermo, dove si trova ancora in attesa dell'udienza di convalida e forse del processo per direttissima domani. Anche due militari hanno dovuto farsi medicare per lesioni all'ospedale (uno di loro è stato morso, 3 giorni di prognosi). Molto diverse, ovviamente, le versioni su quanto accaduto.

Dopo l'arresto, una settantina di giovani è andata davanti alla caserma dei carabinieri per chiedere la liberazione dello studente con grida fino alle 5 del mattino. Nel primo pomeriggio gli amici, circa una quarantina, si sono di nuovo ritrovati davanti alla caserma per fornire la loro versione dei fatti. Innanzitutto hanno sottolineato che il giovane, Dario, era un Normalista e quindi autorizzato a partecipare alla festa. Anzi, il ragazzo avrebbe fatto la spola tra l'interno e l'esterno per far passare coloro che potevano entrare e che, quando invece ha trovato i carabinieri e la polizia davanti alla porta, aveva manifestato il suo disappunto in modo civile. Da lì il battibecco con un carabiniere sulla esibizione delle generalità e poi il precipitare delle cose. Secondo gli amici il giovane sarebbe stato subito ammanettato e caricato a forza su un'auto, fatto che probabilmente - secondo questa versione - gli ha provocato le lesioni e le contusioni.

I ragazzi raccontano ancora che l'auto dei carabinieri è stata circondata dagli stessi amici che volevano impedire l'arresto, che due giovani si sono anche sdraiati sul cofano della volante ma che questa sarebbe comunque partita scaraventandoli a terra per precipitarsi in caserma. A questo punto, raccontano ancora gli studenti, in circa sessanta-settanta di loro hanno seguito la gazzella dei carabinieri in quanto avevano notato che Dario aveva il volto insanguinato. Di fronte alla caserma hanno chiesto la sua liberazione. Nella notte più di un avvocato dello studio Padovani, tra i più noti della città, ha tentato di vedere il giovane. A Giulia Padovani, nominata dalla zia del ragazzo, l'avvocato Maria Grazia Longo, intervenuta anch'essa, è stata infine data la possibilità di entrare, parlare con i carabinieri e invitare gli stessi a condurre il ragazzo al pronto soccorso per la refertazione delle lesioni (una settimana di prognosi). I suoi amici hanno protestato per come - secondo il loro punto di vista -  sia stato esageratamente ruvido e violento il comportamento delle forze dell'ordine.

E mentre davanti alla caserma per tutto il pomeriggio hanno continuato a stazionare 40 giovani, nel pomeriggio anche la Normale ha dato la sua versione dei fatti con la conferenza stampa del direttore Fabio Beltram, e ha rilasciato una nota in cui sottolinea che i fatti sono avvenuti all'esterno della Scuola. Nella nota si spiega che la festa era stata organizzata dagli allievi nel pieno rispetto delle normative interne, che l'accesso era consentito agli allievi e agli ospiti indicati in un elenco, che un gruppo di persone non invitate "ha insistentemente preteso" di entrare, che a quel punto il servizio di sicurezza ha sbarrato le porte e ha chiamato carabinieri e polizia. A quel punto la festa si è conclusa "senza peraltro una conoscenza di quanto avveniva all'esterno" e che "un allievo della Scuola che partecipava alla festa è rimasto coinvolto nella situazione esterna".

Interviene anche il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi: «La città chiede che sia accertato se sono stati compiuti reati e che questi siano perseguiti», ha detto il sindaco, sottolineando anche che «non si possono subire prepotenze e non devono esistere zone franche dove non si rispetti il lavoro delle forze dell'ordine e non si tutelino regole fondamentali di convivenza».

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di Redazione web