Il Tirreno

Pisa

Cani sì, cani no spiaggia che vai divieti che cambiano

Giovanni Parlato
Cani sì, cani no spiaggia che vai divieti che cambiano

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TIRRENIA. Siamo sicuri di sapere tutto quello che possiamo fare e, soprattutto, quello che non possiamo fare? Inteso, in spiaggia e in mare? I divieti sono tanti e le multe sempre le solite: 200 euro. Attenzione a usare le racchette, a giocare col pallone, a raccogliere arselle fra i bagnanti, a lanciare l'amo prima delle 19,30, a non pescare sugli scogli con la canna puntata verso la spiaggia, a non navigare e a non calare l'ancora entro la boa arancione, a portare il cane senza museruola fra chi prende il sole. E cominciamo proprio dagli amici a quattro zampe perché sul litorale pisano la norma è diversa da quella del litorale di Marina di Vecchiano. Una piccola guida che abbiamo scritto grazie alla consulenza della Capitaneria di Porto di Marina.  Cani in spiaggia. Il Comune di Pisa ha recepito una norma regionale per cui i cani possono essere accompagnati dai loro padroni in tutte le spiagge libere del litorale pisano rispettando le regole secondo cui vengono tenuti nei luoghi pubblici: ovvero devono avere la museruola ed essere tenuti al guinzaglio. Ed il proprietario ha l'obbligo di raccogliere le deiezioni.  Chi, invece, vuole andare a Marina di Vecchiano non si può portare dietro il cane cui è vietato l'ingresso in qualsiasi spiaggia, libera o attrezzata che sia. Il litorale vecchianese è lungo quattro chilometri e sono tre le spiagge attrezzate, il resto (più o meno tre chilometri) è spiaggia libera: un luogo sicuramente meno popolato e molto più spazioso delle spiagge libere del litorale pisano. Eppure, per i cani non c'è spazio. «Sì, da noi è in vigore questo divieto - afferma il sindaco Giancarlo Lunardi - e ora stiamo valutando come adottare la normativa regionale. Non credo che per la stagione in corso sarà possibile intervenire, ma per la prossima estate saremo in grado di attuarla».  Dove da tempo esiste un'area attrezzata per portare i cani al mare è a Calambrone dove c'è uno spazio specifico con i cestini per la raccolta delle deiezioni.  Pesca delle arselle. La pesca col rastrello che setaccia la rena è vietata nei giorni festivi. E nei giorni feriali è vietata durante l'ora di balneazione dalle 8,30 alle 19,30 in presenza di bagnanti. Ciò vuol dire che se in mare non ci sono bagnanti o sono pochi, si possono raccogliere arselle anche durante l'ora di balneazione.  Pesca con la canna. Anche in questo caso, non si può pescare gettando l'amo durante l'orario di balneazione ad eccezione delle zone dove si trovano moletti e scogliere purché non ci siano bagnanti. A Calambrone e Tirrenia, dove c'è solo spiaggia, il divieto è semplice da far rispettare, mentre a Marina dove ci sono le scogliere la normativa è più complessa. Sono tanti i pescatori che fin dal mattino, saltano da uno scoglio all'altro per raggiungere la migliore posizione. Non possono però pescare nel tratto di mare fra la scogliera e la spiaggia perché in quel tratto di mare le persone potrebbero fare il bagno e vige l'orario di balneazione (sempre 8,30/19,30). Ma, come in genere accade, il pescatore lancia l'amo verso il mare aperto: in questo caso, il divieto decade.  I giochi. La normativa non dice che è vietato giocare a calcio o con le racchette, ma genericamente che non si può recare danno alla quiete pubblica. Chi gioca a pallone, a beach-volley, con le racchette e disturba qualcuno anche di passaggio rischia la multa di 200 euro. Per consentire queste attività, ci sono stabilimenti che si sono organizzati - come il bagno Nettuno di Tirrenia - dove da una parte c'è la rete di beach-volley e una rete a protezione delle cabine e dall'altra parte un piccolo gabbione per fare giocare i ragazzini a pallone. Con queste precauzioni, è possibile giocare.  Gavettoni. Anche questi rientrano fra i giochi che recano disturbo alla quiete. Un giorno particolare, com'è noto, è Ferragosto dove c'è la radicata usanza di lanciarsi gavettoni. In genere, sono i gruppi di ragazzi che si prendono a secchiate, ma ogni tanto il lancio colpisce chi si gode (o si godeva) la tintarella.

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