Sicurezza
«Più democrazia? Così si autoescludono»
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Mazzeo e Tognocchi La richiesta del "lettiano" Tognocchi, non piace alla maggioranza
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PISA. «Avere idee diverse non può essere scambiato per lesa maestà», ha colpito per primo Pier Paolo Tognocchi. «Si tratta di un'incomprensibile autoesclusione», ribatte ora la maggioranza interna al partito. Le tensioni dentro il Pd sono adesso sotto la luce del sole. E non solo quella dei pannelli fotovoltaici di San Miniato. Che sono stati giusto il pretesto per far emergere ciò che già da tempo covava sotto la cenere. La corrente lettiana, attraverso il suo maggior esponente toscano, il consigliere regionale Pier Paolo Tognocchi, ha aperto il fuoco. Il caso del fotovoltaico, ma soprattutto la richiesta di dimissioni da parte della direzione del partito nei confronti del consigliere provinciale Francesco Giani, sono state la classica goccia. Tognocchi ha dichiarato che il suo scopo «è quello di svelenire il clima nel partito», avendo questo raggiunto «livelli non più sostenibili, come dimostrano anche alcuni episodi di intolleranza che ho registrato nell'ultima direzione provinciale». Riguardo alla posizione di Giani, sempre Tognocchi ha parlato di «capro espiatorio». L'attacco al segretario provinciale Nocchi è stato diretto: «Avevamo scommesso su Nocchi per fare un passo in avanti rispetto alla gestione Ferrucci, ma ancora oggi non abbiamo ricevuto le garanzie necessarie e per tale ragione non siamo in segreteria». Non c'è solo San Miniato ad alimentare divisioni, ma anche questioni pesanti come le primarie, l'aeroporto, il pedaggio in Fi-Pi-Li. «Se si vuole che ci sia un nostro coinvolgimento diretto nel partito a livello locale - altra stoccata - serve aprire un confronto, ma non può essere inteso come un reato di lesa maestà porre temi e idee nel dibattito interno». All'affondo di Tognocchi replicano due componenti della direzione del Pd, Antonio Mazzeo (responsabile organizzazione) e Consuelo Arrighi (tesoriere e presidente del consiglio provinciale). Che puntualizzano: «Dopo il congresso dello scorso autunno, il percorso unitario si è interrotto solo al momento di definire le responsabilità all'interno della segreteria, sulla base di una scelta fatta in modo non comprensibile da parte di una componente del partito che oggi si autoelegge a minoranza». Nell'ultima direzione, proseguono, «abbiamo tracciato un percorso che possa portare, con l'assemblea provinciale di settembre, al superamento delle attuali divisioni, sia sul piano comunale che su quello provinciale». Il partito cresce, si sottolinea, ma «ci sono ancora energie che oggi non vengono messe a disposizione solo per un'incomprensibile autoesclusione. Dobbiamo fare un passo in avanti».
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