Il Tirreno

Pisa

Nuove cariche in Confindustria

Daniela Salvestroni
Da sinistra Pacini Mannheimer e Forti
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Da sinistra Pacini Mannheimer e Forti

L'assemblea generale ha eletto i membri della giunta Il prof. Mannheimer: gli imprenditori pisani restano ottimisti

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 PISA. L'assemblea generale dell'Unione Industriale Pisana ha eletto ieri membri di giunta Massimo Di Martino (Abiogen), Francesco Delzio (Piaggio), Massimo Rota (Luigi Rota Costruzioni), Alfonso La Cava (Poste Italiane), Alberto Marinai (Continental Automotive Italia), Donato Taurino (Imet), Sauro Pasini (Enel) e Federigo Federighi (Farmigea).  Probiviri Giampiero Bachini (Calzaturificio Gardenia), Massimiliano Valtriani (Formanova), Alberto Crastan (Crastan), Pier Luigi Gambini (Gambini costruzioni) e Roberto Posarelli (Esanastri). I tre membri effettivi e i due supplenti del collegio dei revisori dei conti sono Luigi Maruzzi presidente, Alberto Tosi e Fabrizio Cusin (Sai Assicurazioni; Tommaso Del Tacca (Tesene) e Rita Monti (Fasem).  Nella parte pubblica dell'assemblea il presidente Pierfrancesco Pacini ha dichiarato che in provincia di Pisa la ripresa c'è, ma le aziende che esportano, soprattutto del settore conciario, metalmeccanico, mobile e calzature, non hanno ancora recuperato le posizioni del 2007. Nel primo trimestre 2011 il fatturato export è cresciuto del 6% rispetto allo stesso periodo del 2010 e gli ammortizzatori sociali sono aumentati del 1,50% per un totale di circa 1 milione 200mila ore. «Numeri che confermano come il mondo produttivo non sviluppi occupazione», ha detto. «Nel 2010-inzio 2011 sono state gestite procedure di mobilità per circa 1000 lavoratori, risoluzioni concordate per altri 400 e varie forme di ammortizzatori sociali per un centinaio di aziende e oltre 1.500 dipendenti».  Dopo l'intervento del presidente di Confindustria Toscana Antonella Manzi, il professor Renato Mannheimer, presidente dell'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione, ha illustrato la ricerca sulla percezione della crisi. In particolare gli associati pisani sono molto preoccupati per il Paese, ma ottimisti per il futuro della loro azienda.

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