Il Tirreno

Pisa

«Il problema è politico e investe tutti quanti»

Manolo Morandini
Il consigliere regionale Paolo Tognocchi
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Il consigliere regionale Paolo Tognocchi

Il consigliere regionale Tognocchi difende il collega Giani dagli attacchi

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 PISA. «I veleni dentro al Pd sono a un livello insostenibile». Parola di Paolo Tognocchi, il consigliere regionale messo alle corde, con la corrente che fa riferimento al deputato Enrico Letta, dalla direzione provinciale del partito sul caso del fotovoltaico sanminiatese. Che definisce «una vicenda negativa, in cui si cercano dei capri espiatori. A San Miniato c'è chi ha approfittato di una fase di vuoto normativo, perché con la legge regionale in vigore da marzo molti di quegli impianti non avrebbero l'autorizzazione».  Per pulire gli specchi Tognocchi propone «una bilancia grande». E sul piatto di mettere «la vicenda nel suo complesso. Serve una valutazione di tipo politico di quanto accaduto. Perché sulla graticola c'è finito solo Giani? E con quali responsabilità?».  È lui, capofila dei lettiani a Pisa, a prendere le difese del compagno di corrente Francesco Giani, il consigliere provinciale di cui la segreteria ha chiesto la testa nell'ambito della delicata operazione di pulizia degli specchi. «Chiedere le dimissioni di Giani e rinviare la decisione nel merito al comitato di garanzia è un modo parziale di procedere. Nella direzione nessuno gli ha imputato alcunché». Ma sgombra il campo da chi legge nella trama uno scontro tra correnti. «Non voglio neppure pensarlo, altrimenti verrebbe meno il minimo di convivenza civile che deve esserci nel partito».  Ecco il percorso proposto da Tognocchi. «Solo dopo la valutazione complessiva se emergono delle responsabilità allora ha un senso chiedere le dimissioni di chi ha agito facendo una commistione d'interessi, tra pubblico e privato - dice -. Dobbiamo essere inflessibili ma anche garantire serietà e serenità alle persone».  È sufficiente un "buco" nelle norme per spiegare quel lago di specchi? «Ai dirigenti della Provincia si può imputare poco stante le leggi che c'erano. E il regolamento comunale ricordo che in cosiglio fu votato all'unanimità. Un regolamento che forse poteva dire di più sulle distanze tra impianti. Se c'è stata una direzione sbagliata è stata presa all'unanimità».

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