Sicurezza
Lillusionista ha annunciato che a ottobre la farà sparire
Giù le mani dalla torre pendente L'Opera dice no al mago Casanova
Candida Virgone
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Il mago Casanova 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Che succederà ad ottobre alla Torre? Riuscirà il mago Antonio Casanova, come ha promesso, a farla sparire con un'illusione? Lui dice di sì, ha già dato l'annuncio alla stampa, ma è tutto da vedere. Soprattutto per l'Opera della Primaziale Pisana, ente preposto alla tutela dei monumenti della piazza che è considerata una delle sette meraviglie del mondo moderno. «Giochi di prestigio sul prato dei Miracoli - taglia corto il presidente, Pierfrancesco Pacini - non se ne fanno». «La richiesta è arrivata in questi giorni - spiega il segretario dell'Opera, Pierluigi De Felice - correttamente, ma noi abbiamo spiegato il motivo del nostro no ad operazioni di questo genere: la torre è il campanile della cattedrale, un simbolo religioso prima ancora che un'opera d'arte, per cui non può prestarsi a questo tipo di eventi. Se poi il mago farà un illusionismo da un balcone privato, può fare ciò che crede...». E tale dovrebbe essere il «furto del secolo», come Casanova lo ha chiamato. Dalla finestra di una casa privata di fronte alla torre pendente dovrebbe partire una sorta di illusione: è tutto quello che è stato anticipato finora, perché l'operazione, che dovrebbe andare in onda su Striscia la notizia a fine ottobre, per ora è nelle fasi progettuali e sulla realizzazione c'è, ovviamente, una sorta di top secret. «Se tutto avviene da una casa privata e in forma illusionistica - aggiunge De Felice - non si può ovviamente entrare nel merito. La torre è un simbolo, il cui uso viene richiesto, correttamente, molto spesso, e che accordiamo quando si tratta di operazioni benefiche o che hanno un senso culturale o documentaristico. Ovviamente non possiamo vietarne l'utilizzo dell'immagine a livello di aziende locali, per un albergo o una puzzeria,sarebbe impossibile. E le statuine in vendita sulle bancarelle? Né si può pensare, come era stato avanzato in passato, ad un copyright, perché si tratta di un'immagine secolare, che appartiene al mondo. Possiamo discuterne l'uso, questo sì, come abbiamo sempre fatto». Casanova aggiunge di aver chiesto i permessi alla soprintendenza. «Vuol farla sparire? - commenta divertita l'architetto Marta Ciafaloni - Se ne assume ogni responsabilità. Scherzi a parte il nostro vincolo sui monumenti si ferma ad eventuali installazioni e strutture davanti al campanile o sulla piazza, non possiamo intervenire sull'uso del simbolo, che tocca all'Opera. A noi per ora non è stato chiesto nulla. Eppoi dipende da cosa si vuol fare». Casanova ha parlato anche di un possibile intervento dall'alto in elicottero e di aver contattato l'aeronautica. Ma neanche lì ne sanno nulla. «Nessuno ci ha contattato - assicura il generale Stefano Fort, comandante della 46ª Brigata Aerea di stanza al Dall'Oro - e comunque lo spazio aereo sopra la torre è chiuso. Il sorvolo è possibile solo sopra i 1500 piedi, che sarebbero 400 metri. Sui monumenti comunque c'è' una bolla di protezione imposta dalla soprintendenza». «Il furto del secolo - assicura Casanova - avverrà dietro le telecamere di Striscia fra il 21 e il 30 ottobre, nei giorni in cui la luna sarà in apogeo, nel punto otticamente più lontano dalla terra, quando ci saranno le condizioni atmosferiche giuste». Si vedrà.
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