Il Tirreno

Pisa

Ex alla sbarra accusato dai suoceri e dalla compagna, da cui è stato allontanato

Dopo le botte la violenza

C.V.
Le denunce di violenza sono in continuo aumento
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Le denunce di violenza sono in continuo aumento

A causa del pestaggio la donna subì l'asportazione della milza

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 PISA. Lesioni, maltrattamenti, violenza sessuale. Di queste gravi accuse deve rispondere un pisano di 34 anni, artigiano, attualmente disoccupato, che poco meno di un anno fa massacrò di botte la sua convivente costringendola poche ore dopo, nonostante le lesioni riportate, a rapporti intimi.  La giovane donna, 32 anni, madre di un bambino di 4, quattro giorni dopo era stata operata per la rottura della milza. Il dibattimento si è aperto ieri mattina davanti al secondo collegio, presieduto da Luca Salutini, con a latere Donato D'Auria e Marco Dell'Omo.  L'ex della donna, tutt'ora sottoposto all'obbligo di starle lontano, è difeso dall'avvocato Fabio Ricci di Napoli.  La ragazza si è costituita parte civile assistita dall'avvocato Patrizio Pugliese. Ieri mattina l'apertura e, subito dopo la costituzione delle parti, il rinvio al 7 marzo del prossimo anno.  I fatti risalgono al 4 agosto dell'anno scorso. La coppia ed il figlioletto dovevano partire per la Sardegna, a Santa Maria Navarrese, nella zona di Ogliastra, meta abituale dei genitori della ragazza, che si trovavano già lì. Ma perdono l'imbarco e lui chiede alla compagna di risolvere la questione facendo una nuova prenotazione. Lei si mette al pc mentre lui riposa, ma si addormenta anche lei. Quando lui si sveglia si arrabbia. È così che cerchi il biglietto?: le avrebbe detto. A quel punto sarebbe scattato il pestaggio che avrebbe provocato alla donna le lesioni poi riscontrate dai medici. La famigliola parte il 5 e approda il 6 in Sardegna, dove la trentenne pisana inizia subito a sentirsi male. Lui però vrebbe minimizzato impedendole di chiedere aiuto. Quando lei stremata e in sua assenza chiama il 118, lui entra nella stanza in cui il medico la visita rivolgendole occhiate minacciose. Segue il ricovero, l'intervento per l'asportazione della milza, il riscontro di due costole fratturate e di lividi ed ecchimosi in varie parti del corpo.  Il 10 successivo, mentre è ricoverata nell'ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei, medici e carabinieri convincono la donna a parlare, mentre le indagini erano già partite d'ufficio. Intanto l'uomo era stato allontanato dalla famiglia.  L'inchiesta successiva, fra la Sardegna e Pisa, dove la coppia vive, porta agli arresti domiciliari per l'ex convivente, che scattano il 22 settembre, e all'obbligo di non avvicinarsi alla ragazza. Con questo obbligo, tutt'ora in vigore, lui è comparso ieri mattina in tribunale.  Le minacce sarebbero iniziate in Sardegna anche nei confronti dei genitori di lei, che cercavano di allontanarlo. «Non ho niente da perdere»: avrebbe detto loro.

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