Gioco
Polemiche sul piano di riorganizzazione dellAzienda ospedaliera
Direttori, i medici Cisl insorgono: «Fanno fuori luminari illustri»
Gianluca Campanella
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Paolo Miccoli e Luigi Murri 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Non si conoscono ancora i nomi dei direttori di dipartimento che saranno riconfermati nell'Azienda ospedaliera universitaria pisana. Ma già la Cisl Medici provinciale allestisce la prima polemica sui sicuri esclusi: «Perché mandare via illustri figure professionali valutate positivamente? Conseguenze elettorali?». Carmine Del Re, segretario del sindacato di categoria, in una nota indica il punto "debole" della riorganizzazione dei dipartimenti, presentata lunedì dal direttore generale dell'Aoup, Carlo Tomassini: la cancellazione di Chirurgia, «inaccettabile nel contesto di un'azienda che proprio in quel settore ha un alto indice nazionale». Del Re ragiona sulla base della futura regola: a capo di un dipartimento andrà un esperto della specializzazione che dà il nome alla struttura. Pertanto se Chirurgia sparisce, è sicuro che «saranno revocate figure di primo piano come i chirurghi Paolo Miccoli e Franco Filipponi». Il primo dirige l'attuale Chirurgia, appunto; l'altro è a capo di Trapiantologia epatica, che sarà inglobata in Oncologia e dove, con la regola detta, il direttore sarà un oncologo. Del Re ricorda che Miccoli è stato sfidante delrettore, Massimo Augello, nelle elezioni dello scorso autunno e si chiede: «Chiururgia sparisce solo per eliminare definitivamente Miccoli?». Tra gli altri nomi degli esclusi, Del Re cita anche il neurologo Luigi Murri. Ma il dipartimento di Neuroscienze resta. Sulla questione il professore scherza: «Se la Cisl fa il mio nome, vuol dire che è ben informata». Poi premette una considerazione: «Non sono più preside (a ottobre si è votato anche per la presidenza di Medicina, nda) e ho seguito indirettamente la costruzione del nuovo atto aziendale. Tomassini è persona abile e capace e il suo modello guarda al futuro; come sempre, andrà valutato a posteriori». Quindi Murri aggiunge la sua ipotesi: «Le considerazioni sul mio nome sono legate all'età, perché andrò in pensione nel 2012 e non potrei terminare un nuovo mandato. Già nel "mio" piano del 2007, curato con l'allora dg Vairo Contini, ci fu la "rivoluzione" di puntare sui giovani». Sulle regole non si discute, commenta Murri, «purché siano valide per tutti». Miccoli, invece, si limita a una constatazione: «Non si può cambiare un direttore se non dopo due giudizi negativi». Ma, come ricordava la Cisl, sia una commissione esterna che una interna hanno promosso tutti gli attuali 12 capi dipartimento. Allora, «l'unico modo è cambiare i dipartimenti». Se si insiste su eventuali strascichi elettorali, Miccoli replica pacato: «Leggo i fatti nella misura che si è venuta a verificare; saltano anche coloro che sono stati legati direttamente o indirettamente alla corsa per il rettorato». Infine, Filipponi, anche lui citato dal sindacato medici Cisl, per il momento preferisce non commentare.
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