Trasporti
Accelerano le vendite all'estero
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Un incontro sullandamento delleconomia in Camera di commercio Ma preoccupa la crescita delle importazioni
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PISA. Con 642 milioni di euro di controvalore accelerano, nel primo trimestre del 2011, le vendite all'estero della provincia di Pisa. Grazie ad una crescita del 14,2% tendenziale, le esportazioni pisane si posizionano sopra la media regionale (+13,8%) ma ancora un passo indietro rispetto all'Italia (+18,8%). Consistente anche la crescita delle importazioni che con un +22,5% porta il saldo export-import (attivo per 145 milioni di euro) a contrarsi del 7% rispetto al medesimo periodo del 2010. È questo quanto emerge, in estrema sintesi, dall'analisi dei dati Istat sul commercio estero effettuata dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa. Tra i principali settori esportatori spicca la filiera delle pelli che, grazie ad una crescita vivace di tutte le sue componenti (cuoio +22,0%, calzature +27,6% e pelli grezze +3,3%) spiega oltre la metà dell'aumento dell'export provinciale. Dopo un finale di 2010 non particolarmente brillante, tornano a crescere le vendite di cicli e motocicli (+5,8% la variazione tendenziale): il secondo settore esportatore della provincia. Tra gli altri comparti, avanzano le meccanica ma soprattutto i beni intermedi e di base per l'industria come i metalli non ferrosi (decuplicate le vendite dopo 11 trimestri di flessioni consecutive), la chimica di base (+18,5%) e gli altri prodotti chimici (+14,9%). In flessione, invece, i settori della filiera edile come il vetro (-8,0%, si tratta della seconda flessione tendenziale consecutiva) e, soprattutto, i mobili (-16,4%). L'andamento delle importazioni provinciali conferma l'importanza del settore conciario. Nel primo trimestre del 2011 è molto forte la crescita delle importazioni di quei settori che, potenzialmente, si collocano a monte della filiera come la pelle grezza (+46,9%), il cuoio-pelli (+55,0%) e la chimica di base (+21,6%). La crescita delle importazioni degli altri settori di base per l'industria, metalli non ferrosi (+184,8%), gomma (+22,2%) e gli altri prodotti in metallo (+17,4%) è frutto, così come per la concia, della ripresa dell'attività di trasformazione e della crescita delle quotazioni delle materie prime.
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