Proteste
Crisi nucleari, prevenire si può
Gianni Parrini
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La sala di comando Presentato a San Piero il sistema Nutema
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PISA. La tecnologia fa passi da gigante e il problema energetico batte alle porte. Per questo, se cinquant'anni fa Mina immaginava di rinchiudere il cielo in una stanza, oggi per gli ingegneri nucleari il sogno (proibito in Italia dal referendum) è quello di far entrare dentro quattro mura un'intera centrale nucleare o almeno il suo centro di comando. Qualcosa del genere è riuscito a fare il Gruppo di ricerca nucleare San Piero a Grado (Grnspg) del nostro ateneo, che ieri nei laboratori del centro ha presentato Nutema, apparecchiatura in grado di monitorare e riprodurre a distanza la vita di una centrale nucleare, incidenti compresi. L'innovativo sistema serve per le analisi di sicurezza degli impianti e si presenta come una sala di controllo, composta da uno schermo gigante, 50 individuali, 16 computer e 6 touch-screen. Nutema monitora circa 300.000 componenti di una centrale: dalle caratteristiche strutturali ai processi fisici, chimici e termoidraulici del reattore. «Esistono altri sistemi per valutare la sicurezza degli impianti - ha spiegato il professor Francesco D'Auria, direttore del Grnspg -. Ma nessuno ha a disposizione l'enorme quantità di dati che sfrutta Nutema. Per questo, impostando parametri precisi, è possibile simulare un incidente di qualsiasi natura e capire come intervenire». Viene mostrato un caso analogo a quello di Fukushima, con un terremoto e uno tsunami che mettono fuori gioco i sistemi di sicurezza. L'apparecchiatura pisana avrebbe suggerito per tempo una soluzione valida: degli elicotteri per portare alla centrale motori diesel utili a sostituire quelli danneggiati dall'onda anomala e sufficienti a raffreddare i reattori. «Inoltre - prosegue D'Auria - Nutema è in grado di visualizzare il rilascio di radioattività e di individuare le misure necessarie per minimizzare le fuoriuscite, sviluppando procedure di gestione dell'incidente in tutta sicurezza». Un sistema integrato "esperto", dunque, che mantiene una conoscenza globale e dettagliata delle strutture e delle componenti di una centrale nucleare e che potrà essere usato anche per la formazione del personale. L'apparecchiatura di San Piero a Grado, ancora in fase di sviluppo, è stata costruita nel progetto di cooperazione che il Grnspg ha attivo da alcuni anni con la Na-Sa, l'Agenzia Nucleoelectrica Argentina. L'accordo prevede attività per l'ottimizzazione dei sistemi di sicurezza di Atucha II, una centrale da 800 megawatt a un centinaio di chilometri da Buenos Aires, che entrerà in funzione nel 2012. «Nutema è tarato sulle caratteristiche dell'impianto argentino - spiega D'Auria -. Ma l'obiettivo è di esportare il sistema e le sue procedure anche su altri tipi di centrale». Nutema è costato quasi un milione di euro, mentre la messa in opera e il completamento del sistema richiederà altri 5 milioni di euro e un paio d'anni.
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