Sicurezza
Aoup, rivoluzione nei dipartimenti e valzer di poltrone
Gianluca Campanella
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PISA. Oggi pomeriggio Carlo Tomassini, direttore dell'Azienda ospedaliera universitaria pisana, presenterà a sindacati e consiglio di facoltà di Medicina la riorganizzazione dei dipartimenti. Tra le indiscrezioni che circolano ci sono varie novità: la riduzione del numero di dipartimenti operativi da 12 a 11; il cambio di intestazione e quindi delle specializzazioni di cui gli stessi si occuperanno; ancora, la verifica annuale delle attività; infine, la mancata conferma di qualche nome "eccellente". Sull'ultimo punto, alcuni ben informati precisano che nessuno sarà penalizzato nella sua professionalità: è un'affermazione dalla duplice valenza. Facciamo un esempio: se l'Aoup fosse un'industria automobilistica e avesse un dipartimento pneumatici, significa che a capo di quel reparto andrebbe un esperto di gomme, non certo di motori. Si sostiene, pertanto, che la valorizzazione delle professionalità all'origine della riorganizzazione dell'Aoup implichi una migliore qualità del lavoro finale. Restiamo all'esempio della fabbrica d'auto: il rovescio della medaglia è che se non esiste un dipartimento finestrini, un esperto di vetri non sarà mai capo dipartimento. Sarebbe questo il motivo per cui alcuni luminari perderanno il ruolo di direttore: perché la loro specialità non è più la capofila dello stesso dipartimento. Detto ciò, il ripensamento delle strutture mediche è stato curato da un gruppo di lavoro per più di sei mesi - si vocifera - non sulla base dei nomi da promuovere; ma guardando agli esempi delle più moderne strutture europee e cercando la massima funzionalità. Solo dopo è stato scelto a chi attribuire la direzione, con criteri oggettivi: la produzione scientifica di ciascun candidato e come questi ha utilizzato le risorse. Onere, non solo prestigio - si dice in Aoup - perché il nuovo lavoro richiederà sforzi aggiuntivi rispetto ai precedenti incarichi di pari funzione: infatti bisognerà quasi in tempo reale avere sempre chiara la situazione del dipartimento; quindi attività di ricerca, posti letto e attività operatoria programmata. E al termine di ogni anno bisognerà presentare rendiconto e previsione per l'esercizio successivo. Il quadro, così, appare quasi idilliaco; solo in cambio dell'anonimato qualcuno ammette che «certo, la "politica" un po' è entrata nelle decisioni: è inevitabile»; ma meno che in passato e senza vendette elettorali. Bisogna ricordare che in autunno è stato votato sia il nuovo rettore (Massimo Augello) dell'Università di Pisa (per il cui successo sono stati determinanti i voti di Medicina, spaccata in due), che il nuovo preside di facoltà (Mario Petrini): e gli equilibri sono un po' cambiati. Ebbene, al massimo ciascuna delle due componenti - vincitori e vinti usciti dalle urne - insinua che «semmai ci hanno provato gli altri a fare forzature, ma non ci sono riusciti». Intanto, sul sito dell'Aoup, da qualche giorno è già stata dismessa la pagina web "Nuovi Dipartimenti" che riassumeva la situazione attuale, in vigore dal primo novembre 2007.
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