Il Tirreno

Pisa

 PISA. Tensione e paura ieri mattina all'alba all'ospedale di Cisanello, ...

Candida Virgone

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 PISA. Tensione e paura ieri mattina all'alba all'ospedale di Cisanello, dove l'incendio divampato in uno sgabuzzino al primo piano dell'edificio 30 C, probabilmente per il surriscaldamento di un termostato che poi ha preso fuoco, ha praticamente riempito di fumo tre delle sei sale chirurgiche del blocco operatorio della chirurgia generale colon-rettale, tre sale accanto al punto in cui il ripostiglio si trova; le altre tre sono solo appena toccate dalla fuliggine. Negli altri piani dello stabile i pazienti hanno avvertito un forte odore di bruciato, ma tutti sono stati tranquillizzati immediatamente.  L'allarme antincendio è scattato alle 6 meno un quarto del mattino ed ha permesso così di far partire il piano di prevenzione previsto dall'Aoup, l'azienda ospedaliero-universitaria pisana: le porte tagliafuoco hanno contenuto i danni al primo piano dell'edificio, che resterà inagibile per alcune settimane, mentre gli interventi lì programmati saranno smistati in altri blocchi del nuovo ospedale, nelle sale operatorie del Dea, senza che l'attività chirurgica in calendario subisca alcuna battuta d'arresto.  Sono intervenuti gli uomini della Squadra scientifica della questura per i rilievi e i vigili del fuoco con una squadra di cinque uomini. Alle 7.30 le fiamme erano già state spente e il fumo che aveva riempito le sale operatorie cacciato all'esterno con un estrattore. La zona appariva messa in sicurezza, ma il pensiero non ha potuto fare a meno di correre agli ultimi undici anni, quando i due ospedali, soprattutto quello di Cisanello, sono stati vittime degli attentati di piromani, di fatto mai scoperti e acciuffat e che erano riusciti a instaurare un vero clima di terrore, provocando in alcuni casi danni ingenti alla struttura. I rilievi fatti nell'immediato, però, avrebbero accertato un evento casuale, per quanto grave, sgombrando il campo fin da subito da possibili ipotesi dolose. Tanto che i locali sono stati subito dissequestrati e restituiti all'Azienda per le operazioni di bonifica, che inizieranno a partire da questa mattina.  Per i poliziotti, per i vigili, per i tecnici dell'azienda, riuniti ieri mattina con il direttore generale Carlo Rinaldo Tomassini e il direttore sanitario Fabrizio Gemmi - tutto sarebbe partito da uno sgabuzzino in cui si trovano due frigoriferi per farmaci ed un riscaldatore di vapore destinato alle soluzioni infusionali. «Proprio qui - ha spiegato Gemmi - si sarebbe verificato il malfunzionamento di un termostato e il successivo surriscaldamento ha provocato l'incendio distruggendo interamente l'ambiente. Il fumo uscito dal locale ha invaso tre delle sale del vicino blocco operatorio». In tutto l'ospedale ci sono più blocchi chirurgici, da 2 a 6 sale, per un totale di 52, nell'edificio 30 ce ne sono tre, uno per ognuno dei tre piani fuori terra che compongono la struttura (oltre al piano terra e all'interrato), per un totale di 18 sale.  Fra l'altro l'incendio non è stato scoperto subito perché quella parte di edificio, una volta cessata l'attività quotidiana, di notte resta vuota, senza personale.  «Già da oggi - ha aggiunto Gemmi - una volta sedimentata la polvere che tuttora è nell'aria, partiranno le opere di bonifica dei locali che verranno affidate ad una ditta specializzata, mentre più complessa è la riattivazione delle apparecchiature, che vanno estratte dal blocco, ripulite e sottoposte ai test di funzionamento. Per questo è molto difficile quantificare il danno». Solo l'opera di ripulitura del blocco, però, richiederà svariate decine di migliaia di euro.

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