Sicurezza
Azienda per il diritto allo studio: approvate le nuove regole per le verifiche
Varato il giro di vite sui borsisti
Gianluca Campanella
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La residenza studentesca Praticelli Più controlli per scovare i furbetti delle agevolazioni
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PISA. Sarà sempre più difficile fare i "furbi" per avere le borse di studio senza possedere i requisiti. Giovedì scorso il cda del Dsu Toscana, azienda regionale per il diritto allo studio universitario, ha approvato all'unanimità il nuovo regolamento per effettuare gli accertamenti di veridicità sulle autocertificazioni presentate dagli studenti vincitori di benefici economici. Due novità: i controlli diventano più incisivi; inoltre, chi dichiara il falso non solo restituisce il maltolto, ma paga anche sanzioni. Il primo obiettivo è raggiunto attraverso l'unificazione delle procedure: finora i controlli erano svolti dalle tre le sedi del Dsu (Pisa, Firenze e Siena). Ora la banca dati è messa in condivisione ed è quindi più facile consultare e incrociare i parametri dichiarati dagli studenti con i numeri in possesso di Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio, Inps, nonché tramite eventuali verifiche richieste alla Guardia di Finanza competente per area. Per avere diritto alle borse di studio e/o ai posti alloggio bisogna, infatti, rispettare requisiti di merito e di situazione economica. Il numero di crediti e altri vincoli didatti si controllano in modo diretto nelle segreterie didattiche degli atenei. Chi non rispetta questi "paletti" subisce la revoca (o la riduzione) dei benefici erogati e il recupero delle somme indebitamente percepite, nonché del valore monetario dei servizi fruiti gratuitamente; in caso di mancato rimborso si procederà al recupero coattivo dei crediti tramite una collaborazione con Equitalia, la società pubblica incaricata di riscossione tributi. Peggio va per le dichiarazioni non coerenti con la reale condizione economica e patrimoniale del nucleo familiare di appartenenza. In questo caso, oltre al recupero del beneficio concesso e alla segnalazione all'autorità competente, al trasgressore sarà comminata una sanzione pari al doppio di quanto ingiustamente conseguito. Secondo il presidente del Dsu Toscana, Marco Moretti, differenziare il tipo di penale per i due diversi casi «coniuga un principio di equilibrio e un principio di severità. Ogni anno effettuiamo accertamenti su un elevato campione di studenti: è un'azione doverosa sia per garantire i benefici a coloro che veramente risultano in condizioni economiche disagiate, sia per produrre un effetto deterrente nei confronti di potenziali trasgressori». L'accertamento sui requisiti sarà effettuato sul 100% degli studenti per quanto riguarda il merito e su un campione di almeno il 25% degli idonei ai benefici per quanto concerne gli accertamenti sulla situazione economico-patrimoniale. I controlli di quest'ultimo tipo, per l'anno accademico 2010/11, in Toscana sono stati oltre 4.500 su 11.000 borsisti: il 40% dei vincitori effettivi, meno numerosi degli idonei. Sono stati riscontrati circa 270 casi che hanno portato alla revoca della borse di studio.
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