Sempre più difficili le condizioni di vita dei detenuti nel Don Bosco sovraffollato
Carcere senza carta igienica
D.B.
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Un corridoio Il carcere Don Bosco Appello del Pdl ai cittadini: se potete, donate qualcosa
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PISA. Nel carcere Don Bosco scarseggiano carta igienica e stracci per pulire, ma anche oggetti per rendere più dignitose le condizioni di detenzione, come palloni da calcio o quotidiani da leggere. Questo il quadro che è emerso da un incontro che i componenti della seconda commissione consiliare hanno avuto all'interno del carcere con il direttore Vittorio Cerri. Attualmente i detenuti presenti nel carcere di Don Bosco sono 376 (erano 415 qualche mese fa) a fronte comunque di una capienza di 250 persone. Situazione resa ancor più difficile, come detto, da necessità urgenti come ad esempio la carta igienica o la carenza idrica nell'estate. Alla luce della visita della commissione, il Pdl ieri ha convocato una conferenza stampa davanti al carcere per consegnare alcuni palloni da calcio e volley per i detenuti. L'occasione per denunciare il voto contrario della seonda commissione ad un loro ordine del giorno che prevedeva uno stanziamento dal bilancio comunale, per rispondere alle richieste del direttore. «Incomprensibilmente il nostro atto di indirizzo è stato respinto - spiegano i consiglieri comunali Filippo Bedini e Riccardo Buscemi a nome dei colleghi del gruppo -. Chiedevamo solo una cifra simbolica da inserire nel bilancio comunale. A questo punto abbiamo deciso di inoltrare il documento in consiglio comunale. Parallelamente abbiamo fatto una piccola colletta per acquistare una dozzina di palloni. Facciamo inoltre un appello - concludono i consiglieri del Pdl - a privati o aziende che volessero donare al carcere alcune cose di cui c'è necessità: carta igienica, ma anche cyclette o un tapis-roulant». E sul voto contrario in commissione, interviene il presidente Michele Di Lupo: «Ovviamente la competenza di quelle spese spetta all'amministrazione penitenziaria. Noi abbiamo deciso di proporre un ordine del giorno per metà luglio, in cui si cercherà di rendere concreti gli eventuali progetti già in cantiere con la società della salute e le associazioni che operano sul territorio. Come ad esempio la cooperativa di recupero degli ex detenuti che sta attraversando una fase molto difficile».
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