Lutto
Necessaria lintegrazione
del contradditorio
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Uccise il padre: slitta a fine estate l'udienza dal gup
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PISA. Rinviata al 30 settembre prossimo l'udienza preliminare per Simone Greco, il ragazzo pisano che in un raptus, nell'ottobre dell'anno scorso, uccise il padre Michele, 54 anni, sottufficiale della 46ª Brigata aerea, con 150 coltellate. L'udienza è iniziata ieri pomeriggio alle 5 davanti al gup Concettina Garreffa, ma è stata aggiornata a fine estate per una integrazione del contraddittorio riguardante ulteriori avvisi ai prossimi congiunti. Per il ragazzo, oggi ventenne, difeso dall'avvocato Silvia Davini, il pm Aldo Mantovani ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela. Il ragazzo uccise il padre con 150 coltellate al termine di una gita in moto a San Gimignano che doveva essere un momento di condivisione e chiarificazione, che doveva dare una sterzata ad una vita giovane eppure già bruciata con la droga, amicizie non condivise e interrogativi su un futuro che i suoi volevano diverso, e che invece si è conclusa in un bagno di sangue. Freddo, distante, quasi incapace di rendersi conto di quanto era accaduto subito dopo i fatti, sotto l'incalzare delle domande degli inquirenti, Simone si era trasformato e la furia aveva lasciato il posto alle lacrime e la consapevolezza ad un velo di rimorso, il delirio aveva ceduto il passo ad una prostrazione infinita. Dal momento dell'arresto il ragazzo è in un profondo stato depressivo. Inizialmente era stato ricoverato al centro clinico del Don Bosco; oggi è in una struttura sanitaria attrezzata.
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