Il dolore
Le avances non gradite e le molestie continuano per anni, alla fine luomo va dal giudice
Telefonate a luci rosse al medico
Antonio Scuglia
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Una donna è stata condannata per molestie telefoniche Una donna condannata a pagare 5mila euro di risarcimento
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PISA. L'amore non corrisposto finisce in giudizio. Quasi cinquemila euro fra risarcimento per i danni morali e spese legali: costano care a una donna della provincia le molestie e le avances a un medico dell'ospedale di Pisa. Prima è arrivata la condanna in sede penale (350 euro di ammenda), ora quella civile dopo che il dottore si è rivolto al giudice di pace, assistito dall'avvocato Cagnetta. La causa è stata discussa davanti al giudice Carlo Scognamiglio che ha condannato la signora - rimasta contumace - ma ha dimezzato il risarcimento chiesto dal professionista. Quest'ultimo aveva denunciato la donna un anno e mezzo fa, essendo da anni oggetto di continue avances e molestie attraverso telefonate e appostamenti. Il Gip presso il tribunale di Pisa, vista l'evidenza della prova aveva già emesso un decreto penale nei confronti della donna, condannandola alla pena di 350 euro di ammenda. Ed ecco quindi la causa civile: il medico ha chiamato a testimoniare due persone che hanno confermato pienamente le sue accuse. «La domanda è fondata - scrive infatti il magistrato (sentenza 701/2011) -. Già dalla documentazione risulta in tutta la sua evidenza sia il fatto-reato, sia che le molestie telefoniche sono state continuative e si sono ripetute nel corso degli anni negli orari più disparati». Le testimonianze hanno confermato «le ripetute avances e molestie» con le quali la signora, «benché sempre respinta, ha continuamente tentato di instaurare una relazione sentimentale» col medico. Il primo testimone ha riferito che la donna in numerose occasioni, sia telefonicamente che personalmente, presentandosi presso il reparto dove il professionista lavorava, aveva chiesto di poter parlare con lui attendendo in reparto anche per intere ore, «con lo scoramento e il turbamento che ciò provocava in lui» durante l'attività lavorativa. Dalla testimonianza resa dalla seconda teste, oltre al fatto che il dottore le aveva riferito di essere stato molestato sia prima che durante l'anno 2004 (l'anno durante il quale la teste ha intrattenuto una relazione sentimentale con il medico), è emerso che più di una volta, in presenza della testimone, la molestatrice aveva seguito il dottore chiedendo di potergli parlare e che inoltre, numerose volte si era presentata presso l'abitazione di lui, suonando al citofono. «Deve quindi ritenersi provata - rileva il giudice - la vessatorietà e la gravità dei comportamenti (mai interrotti)» tenuti dalla donna, «come anche indubbio è il pregiudizio che da tali comportamenti è derivato alla quotidianità della vita» del medico «comprimendo per un lungo periodo più diritti tutelati e garantiti dalla Costituzione». Sussiste quindi il danno morale esistenziale, e da ciò discende la condanna: 2.500 euro più interessi legali, e 2.062 euro di spese processuali più interessi, Iva e Cpa.
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