Il dolore
Il galeone e la barca rossa rimangono senza casa
Daniele Benvenuti
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Il galeone pisano in Arno2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Il galeone delle repubbliche marinare e la barca rossa di San Ranieri, da ieri, sono senza sede per gli allenamenti a terra. Il Comune, come aveva annunciato, ha deciso di chiudere la struttura di via Bovio; struttura che, oltre ai due equipaggi, ospitava anche Gioco del Ponte e sbandieratori. L'idea dell'amministrazione, almeno per quanto riguarda i canottieri, era quella di trasferire la vecchia palestra negli stabili di via San Jacopo (occupati in inverno dal carrello del Gioco). Ma il progetto, per altro non molto gradito dai tecnici delle due barche, non è ancora partito. «Anche se lo sfratto era annunciato - spiega Alessandro Simoncini, tecnico del galeone delle Repubbliche marinare - il fatto di non aver individuato ancora una soluzione adeguata ci preoccupa. La struttura coperta è fondamentale per gli allenamenti invernali a terra, avendo a disposizione la parte della pesistica e gli ergonometri. Diciamo che via San Jacopo sarebbe meglio di niente, anche se non è il massimo per il canottaggio». La soluzione ideale ci sarebbe, ma sta trovando una serie di intoppi burocratici. Si tratta dell'approdo dei vigili del fuoco in lungarno Guadalongo, di proprietà del comando provinciale. Esiste già un accordo di massima con l'amministrazione comunale per un protocollo che ne darebbe la concessione permanente. Ancora Simoncini: «I lavori di ristrutturazione sarebbero a carico dei vigili del fuoco e della Regione, l'amministrazione comunale avrebbe il compito di gestire la parte tecnica. A quel punto il vantaggio sarebbe per tutti; i vigili del fuoco disporrebbero di un approdo per i propri mezzi di soccorso sempre efficiente; il Comune lo avrebbe in concessione permanente per il galeone delle repubbliche e per la barca Rossa». Senza considerare, aggiunge, «l'importanza di riqualificare un'area in lungarno Guadalongo, che diventerebbe centro di aggregazione per gli sportivi. Tutti d'accordo, quindi, ma gli intoppi burocratici stanno rallentando l'operazione». La conclusione di Simoncini: «Il sindaco Filippeschi è intenzionato ad andare avanti su questo progetto, considerando che la riqualificazione di quel lungarno è inserita anche nel programma di legislatura. Sarebbe anche un giusto riconoscimento al lavoro dei nostri vogatori che meritano sicuramente una struttura idonea visti i risultati ottenuti».
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