La manifestazione
Negativi i dati a Pisa e provincia dove soffrono agricoltura, commercio e costruzioni
In tre mesi perse 100 imprese
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Il commercio è fra i settori più in crisi Più numerose quelle che chiudono di quelle che aprono
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PISA. Meno cento imprese nel I trimestre 2011 per quanto riguarda Pisa e provincia. È quanto emerge dai dati diffusi da Unioncamere in merito al saldo tra imprese nate e imprese cessate nel periodo gennaio/marzo 2011. Infatti, nei primi tre mesi del 2011 a Pisa si sono iscritte 1.050 nuove imprese a fronte di 1.153 imprese che hanno cessato l'attività, per un saldo negativo di -103 imprese e un tasso di crescita negativo pari al - 0,24%. Dati ancora più negativi quelli riferiti alle sole imprese artigiane: in tre mesi si è accumulato un saldo tra iscritte e cessate di -96 imprese e un tasso di crescita pari allo -0,84%. Tra i settori, in evidente difficoltà le imprese del settore agricolo, quelle del commercio e delle costruzioni, positive le attività professionali e di assistenza sociale. Il dato pisano è peggiore di quello nazionale (tasso di crescita a -0,16%) e inferiore rispetto al tasso di crescita regionale, in territorio positivo con +0,08% e un saldo di +332 imprese. La Toscana così è l'unica regione italiana, insieme a Lombardia e Lazio, ad avere un saldo assoluto positivo. A livello di province toscane, solo Pistoia e Siena evidenziano un saldo negativo (rispettivamente -75 e -55 imprese), mentre il resto delle province toscane sono tutte in territorio positivo. Prima in assoluto, Massa Carrara che porta a casa un +100 nuove imprese (552 le nuove iscritte, 452 quelle cessate), dietro solo a Roma, Milano e Ragusa, subito seguita dalle altre toscane Prato (+149), Livorno (+144) e Grosseto (+96). Federico Pieragnoli, direttore Confcommercio di Pisa, a fronte di una cirsi pisana rispetto al quadro regionale avanza delle proposte per uscire dalla crisi: «Riteniamo fondamentale incrementare maggiori politiche di sviluppo al servizio delle imprese, dalla tassazione locale al credito bancario, dalla semplificazione delle pratiche ad una offerta di servizi pubblici sempre più qualificata. Dobbiamo essere tutti uniti, amministratori, enti, istituti di credito, imprenditori perchè solo insieme possiamo vincere la sfida, solo insieme possiamo perderla. L'auspicio è che questi dati facciano riflettere i nostri amministratori, anche alla luce di nuovi paventati balzelli per le imprese e per i loro clienti».
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