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Pisa

La provincia sul podio della grande distribuzione per numeri e superfici

Super e ipermercati, Pisa al secondo posto in Toscana

Super e ipermercati, Pisa al secondo posto in Toscana

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La nostra provincia è al secondo posto in Toscana sia come numero di strutture di grande distribuzione che come superficie complessiva di vendita. Solo Firenze ci supera in questa particolare classifica, anche se nel rapporto tra residenti complessivi e grande distribuzione la provincia di Pisa è al al primo posto. Calcolando infatti i metri quadri per mille abitanti, a Pisa la quota di grande distribuzione è di 299 mq, contro i 289 di Firenze e addirittura contro una media regionale di 211. Questi i risultati dello studio, relativo al 31 dicembre 2010, realizzato da Infocamere, la società informatica della Camere di commercio italiane, prendendo in esame le imprese iscritte al Registro superiori ai 5mila mq.

Dai dati di Infocamere si nota come le province di Firenze, Pisa e Lucca, abbiano una concentrazione di ipermercati molto superiore alle altre. Il numero di strutture di grande distribuzione in queste tre province (150) è quasi il doppio della somma delle altre sette (87). Facendo un raffronto con i precedenti dati in possesso (relativi al 2005), vediamo che avendo come punto di riferimento il rapporto tra metri quadri per mille abitanti, mentre la media regionale è diminuita seppur di pochissimo (dai 212 del 2005 ai 211 del 2010), le province di Firenze e Pisa sono cresciute passando da 194 a 289 la prima e da 245 a 299 la seconda.  «Numeri che ci preoccupano - commenta il direttore di Confesercenti Marco Sbrana - e che giustificano ancora una volta la nostra ferma presa di posizione contro nuovi insediamenti di grande distribuzione.

È del tutto evidente che la provincia di Pisa sia satura. Avere poi confinante un'altra realtà altrettanto satura come Lucca, deve far pensare i nostri amministratori su l'eventualità di nuovi insediamenti. Crediamo sia giunto il momento - insiste Sbrana - di investire sul rilancio e sulla promozione del commercio tradizionale. Anche perchè le ultime notizie sullo stato di salute di grande catene, confermano come la strategia delle aperture incontrollate non sta più pagando nemmeno in termini di occupazione, purtroppo, nè di fatturati. Infatti sempre secondo Unioncamere - conclude Sbrana - se il primo trimestre 2011 conferma la flessione delle vendite dei piccoli negozi (-3,3%) e delle medie strutture (-1,5%), anche la grande distribuzione seppur in maniera marginale risente di una flessione (- 0,1%). Ci auguriamo che la Regione tenga conto di questi numeri, nell'eventualità di concedere nuove aree per la grande distribuzione nel prossimo triennio».

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