Il Tirreno

Pisa

Processo a un ristoratore per razzismo e sequestro di persona

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 PISA. Viene rievocata questa mattina in tribunale una vicenda che vede un ex ristoratore accusato di razzismo. Il dibattimento, dopo un primo rinvio per incompatibilità dei giudici, dovrebbe limitarsi questa mattina alle richieste istruttorie e potrebbe subire subito un nuovo slittamento.  Il secondo collegio, presieduto da Luca Salutini, a latere in questa occasione Donato D'Auria e Leonardo Degl'Innocenti, è chiamato a giudicare Fabio Corrado, 48 anni, romano, attualmente residente in Versilia, che all'epoca dei fatti gestiva un ristorante in provincia, a Capannoli. I fatti sotto accusa risalgono ad un periodo di tempo compreso fra l'estate del 2007 ed il marzo del 2008, quando una minorenne di colore, una ragazza marocchina di 17 anni, prestò servizio come cameriera nel locale dell'uomo. Secondo le accuse della ragazza, il gestore l'avrebbe apostrofata più volte, anche davanti ai clienti e ad alcuni dipendenti, «sporca negra». Un giorno, addirittura, solo perché aveva chiesto i dovuti tre mesi di stipendio arretrato, Corrado l'avrebbe chiusa in uno sgabuzzino per venti minuti. Di fronte a questo ennesimo atto di prevaricazione, la ragazza, che vive in Valdera, si era tolta il grembiule e aveva lasciato il posto, in cui aveva resistito 10 mesi perché aveva bisogno di lavorare. Sulla base di queste accuse un anno fa il gup Murano ha rinviato a giudizio l'uomo per ingiuria aggravata dalle finalità di discriminazione razziale e sequestro di persona. Non sono un razzista e il processo sarà l'occasione per provarlo: si è difeso il ristoratore, assistito dall'avvocato Claudia Frosini. La ragazza in udienza preliminare si è costituita parte civile tutelata dall'avvocato Brunella Crecchi.

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