Il Tirreno

Pisa

Gioco, edizione riuscita Il sindaco: ora diventi vetrina internazionale

Daniele Benvenuti
A sinistra uno scontro sul ponte Sopra il sindaco e l’assessore Eligi sui lungarni, a destra la sfilata
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A sinistra uno scontro sul ponte Sopra il sindaco e l’assessore Eligi sui lungarni, a destra la sfilata

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 PISA. Il Gioco del ponte non ha tradito le attese chiudendo in bellezza il Giugno Pisano. La sfida tra Mezzogiorno e Tramontana era infatti chiamata a confermare i successi di pubblico di Luminara e Palio di San Ranieri, proponendo alcune novità (anche coraggiose come ha dichiarato il sindaco Marco Filippeschi) nel percorso di innovazione intrapreso per tutte le manifestazioni storiche. Il successo, dopo ben 13 anni, delle schiere australi ha poi contribuito a riaccendere l'entusiasmo in quella metà di città che negli ultimi anni, a livello di risultati, sembrava quasi rassegnata.  Cosa è andato. Innanzitutto la notturna, ancor più dell'anno scorso, si è confermata collocazione ideale della manifestazione. Il pubblico ha risposto con entusiasmo sui lungarni e l'effetto scenografico è stato garantito. Nonostante le polemiche della vigilia per la gestione dei cortei da parte dei due comandi, le nuove tribunette nelle piazze hanno offerto una visuale privilegiata per gli spettatori. Mille posti in più rispetto agli anni scorsi per rendere soprattutto le sfide al carrello più visibili (e di conseguenza più apprezzabili).  Orari rispettati sia della sfilata (i due cortei sono arrivati nelle piazze poco dopo le 21,30) che dell'inizio dei combattimenti (le 22). Avvincenti anche le sfide. Tutte di fascia, cioè tra squadre di pari livello, ad eccezione di due; combattimenti quindi tirati e mai scontati. Addirittura esaltante quello tra Sant'Antonio e Mattaccini che dopo 9 minuti e mezzo ha regalato il punto decisivo a Mezzogiorno.  Cosa non è andato. L'illuminazione con il pallone aerostatico è sicuramente positiva per i combattenti che non vengono accecati da eventuali fari diretti. Rende però poco visibile il carrello dalle tribune, specie quelle più laterali. I lampioni delle piazze, inoltre, hanno dato fastidio con la loro luce al pubblico presente nelle nuove tribune. Mancano anche due maxischermi per far vivere al pubblico i particolari della sfida; le smorfie dei combattenti, lo sforzo della spinta, i comandi del capitano. Su questo l'amministrazione comunale sta già lavorando per il 2012. Un problema che si propone anche per il Palio di San Ranieri.  Obiettivo 2012. Il sindaco Filippeschi ha già le idee chiare per la prossima edizione: «L'edizione 2011 è stata esaltante. La formula della notturna funziona. Abbiamo riportato la città sui lungarni con entusiasmo, partecipazione e tanto colore. Adesso ci aspetta un anno di lavoro per due obiettivi ambiziosi - insiste il primo cittadino -: dare una immagine internazionale alla manifestazione e completare il radicamento nei quartieri. Per quanto riguarda questo ultimo aspetto, bisogna risolvere il problema delle palestre per le varie squadre in modo che i pisani possano vivere il dietro le quinte degli allenamenti tutto l'anno. Poi proseguire l'ottimo lavoro con le scuole che quest'anno ha visto il primo passo con il corteo dei bimbi. Con questi ulteriori passi avanti - conclude Filippeschi - saremo pronti a dare una vetrina internazionale al Gioco. Un trittico unico con Luminara e Palio in grado di attrarre turisti da tutto il mondo».

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