Sicurezza
LA NOVITÀ
Quel corteo magico di bambini è la speranza del futuro
Marco Barabotti
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I bimbi sui lungarni 2 MINUTI DI LETTURA
Una ventata di freschezza sul Gioco. L'hanno portata sui lungarni le centinaia di bambini che hanno sfilato prima del corteo storico. L'idea è stata brillante, è servita a creare un ponte vero con le nuove generazioni: una sorta di tentativo, almeno, di passaggio di testimone della grande tradizione pisana. Se il vestito del Gioco si è aggrinzito con gli anni, tocca a loro rianimarlo. L'anello di congiunzione si è materializzato in quel loro sciamare sui lungarni, tra gioia e qualche timido imbarazzo, ma con uno spirito autenticamente vivo. La nostalgia della gloria del passato, serve a tenere il lume acceso, ma non basta. Va miscelata con l'entusiasmo dei ragazzi finalmente esploso da protagonisti sui lungarni e delle tante decine di combattenti a cui la voglia matta di lottare sul ponte è nient'affatto scemata. Se la febbre del carrello non cessa e anche quest'anno ha dimostrato tutta la sua carica con combattimenti di grande spessore (uno per tutti quello tra Sant'Antonio e i Mattaccini che ha deciso l'edizione 2011), la manifestazione non sfonda oltre le mura della provincia. Dall'esterno è ancora un marchingegno incompreso, boicottato dai media. Resiste il fascino antico della sfilata. Qui Pisa dà ancora il meglio di sé e riesce a catturare tutti. Ecco allora, nelle magie dei lungarni, la frotta dei ragazzi marciare quasi irriverente con la tradizione: è la speranza di un grande avvenire non solo dietro le spalle. E Pisa si è sentita ancora riavere.
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