La manifestazione
Riprende il dragaggio del Navicelli
Daniela Salvestroni
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Sopra e a sinistra due momenti della fase di dragaggio Saranno rimossi 50mila metri cubi di sedimenti
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PISA. Dopo 11 anni riprende il dragaggio del canale dei Navicelli per mantenere i 3 metri di profondità necessari alla navigabilità nella parte centrale. Il progetto approvato nel 2004 dalla Regione prevede la rimozione di circa 50mila metri cubi di sedimenti con un primo stanziamento del 2008 di 2 milioni 400 mila euro e altri due da 1 milione 500 mila euro ciascuno entro il 2012. I lavori sono iniziati nell'aprile scorso e proseguiranno fino al prossimo mese di luglio. L'appalto è stato vinto dalla Teseco spa che ha fatto arrivare a Pisa la draga della Nordio Italo & c. snc di Chioggia, una nave versatile di 60 metri con due vasche stagne da mille metri cubi di capienza complessiva e cinque persone a bordo. «Un lavoro in controtendenza - dichiara il sindaco Marco Filippeschi - ma i segnali positivi ci sono, sia con la messa in sicurezza del canale sia con i nuovi cantieri navali che si sono insediati nell'area dei Navicelli. Nell'ex cantiere Fashion yachts la Carpensalda sta costruendo una barca da 64 metri per Benetti: oggi sono al lavoro 20 operai, ma ne sono previsti 80 a regime». La ripresa della nautica nella nostra città è confermata anche dal recente appalto del cantiere Rossi per una imbarcazione di 72 metri. «Sono piccoli segnali di ripresa - afferma il presidente della Navicelli spa Giovandomenico Caridi - Dopo 11 anni si torna a dragare il canale nei tratti peggiori per consentire la navigabilità. La nave giunta da Chioggia, dal valore di 5 milioni di euro, è al lavoro nelle darsene e nei 10 metri centrali del canale largo 33 metri. I fanghi prelevati vengono poi stoccati nelle due vasche da noi costruite, con appalto dato a Sales spa, in prossimità della curva della Cornacchiaia, e le acque di percolazione avviate al trattamento di fitodepurazione, un processo naturale che prevede l'utilizzo di piante tipo il bambù in grado di assorbire gli inquinanti come gli idrocarburi. Il processo dura due anni e al termine i fanghi rientrano nelle tabelle della Provincia per cui possono essere riutilizzati come riempimento per strade ed edilizia. Dalla Regione abbiamo ottenuto lo stanziamento di 2 milioni 400 mila euro per il dragaggio e altri 2 milioni 400 mila euro per le palancole del canale». Il funzionamento della draga è stato illustrato nel corso del sopralluogo organizzato ieri dal Comune e dalla Navicelli spa: partita dalla darsena pisana, la nave si è fermata nella darsena intitolata a Elio Panchetti dove la benna ha iniziato a scavare circa 3 metri cubi di fango a volta poi depositato nelle due vasche a bordo. «Il nostro ruolo - spiega il presidente della Provincia Andrea Pieroni - è quello di monitorare l'attività di dragaggio e il trattamento del materiale estratto che dovrà essere valutato per il possibile riutilizzo. La Provincia è socia per un terzo della Navicelli spa, insieme al Comune e alla Camera di commercio, ed è impegnata nel potenziamento del canale. Per lo sbocco in mare al Calabrone abbiamo già avviato il progetto preliminare della foce armata con i finanziamenti della Regione inseriti nel progetto dello scolmatore». La draga impegnata nel canale dei Navicelli appartiene alla società della famiglia Nordio di Chioggia, che lavora in questo settore da quattro generazioni. «Ci occupiamo - dice Giuliano Nordio - del dragaggio di fiumi e canali, soprattutto a Venezia, e del trasporto di materiali: fanghi ma anche sale. Inoltre abbiamo un'impresa portuale a Chioggia. E' la prima volta che siamo impegnati sulla costa tirrenica: volevamo provare una nuova esperienza».
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