Sicurezza
Niente conti in rosso e per il teatro Verdi arriva una nuova era
Candida Virgone
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PISA. «La nottata è passata». Ha scomodato il grande Eduardo il presidente della Fondazione Teatro, Sergio Cortopassi, ieri mattina al Verdi, per tirare le somme sul triennio del suo mandato alla ristrutturazione dei conti in rosso e presentare tutto quello che si farà l'anno prossimo, lirica, prosa, danza ed eventi vari. Un programma ricco e articolato, capace di andare incontro ai gusti del grande pubblico e di tutte le età, con titoli di forte richiamo e meno scelte di nicchia riservate ad un'élite. Un modo per aprire il teatro a tutti, incentrato su tre questioni fondamentali: rispetto del budget, prezzi bassi, presentazione anticipata del programma futuro come componente dell'offerta turistica. «La stagione - ha spiegato Cortopassi - rientra pienamente nel nostro budget e negli obiettivi che il Cda si è dato nel 2008: pareggio e buon livello. La nottata è passata e i conti sono stabili, grazie ai soci, alle maestranze e al pubblico. La scorsa stagione infatti ha registato più di 50mila presenze in totale, il tutto senza incremento di prezzi dei biglietti, ma incentivando agevolazioni e sconti, ampliando l'offerta e perseguendo la linea di parificare il costo di accesso del teatro a quello del cinema. Per la lirica si è puntato su titoli di repertorio e sull'opera studio, in un rapporto stretto con i teatri di Livorno e Lucca e con la Fondazione Pucciniana di Torre del Lago. Abbiamo voluto presentare la stagione così presto per poterla suggerire nell'offerta turistica». Con Cortopassi c'erano gli assessori alla cultura di Comune e Provincia, Silvia Panichi e Silvia Pagnin, il direttore artistico, Marcello Lippi, quello amministrativo, Andrea Paganelli, il responsabile della programmazione prosa e danza, Silvano Patacca, e Sandro Giacomelli di Non solo spettacolo. Come ha spiegato Lippi, «il teatro conta anche, come molti paesi, sui flussi turistici interessati agli eventi culturali, in particolare su Germania e Finlandia». Il presidente ha invitato quindi Comune e Provincia ad approvare al più presto il prossimo atto di indirizzo triennale proprio nell'obiettivo di una programmazione anticipata che sappia su quali risorse contare e che punti anche al turismo, al punto che la presentazione dell'intero pacchetto del prossimo anno dovrebbe antiparsi ad aprile. La poltrona del teatro per ora brucia a Cortopassi, dal 13 giugno giù sullo scranno di Pisamo. «Non amo i doppi incarichi - dice - per cui mi auguro di lasciare al più presto: una cosa è la cultura, altra i parcheggi. Lo statuto è pronto, ora tocca a Comune e Provincia». Ma il sindaco non può fare a meno di lui. «C'è da approvare lo statuto - dice Filippeschi - e poi c'è la verifica delle tre fondazioni». Per lo statuto dunque non prima di settembre, per le Fondazioni (Pisa, Cascina e Pontedera), con qualche battuta morbidamente polemica fra presidente e Pagnin, non si è parlato di una struttura unica, ma si è ribadita la necessità di integrazione, magari verso un Consorzio in cui Pisa appaia come punto forte. È scoppiato intanto il totopresidenza. Circola una triade in rosa, Lia Marianelli, la stessa Panichi e Fabiana Angiolini. «Pure sciocchezze»: taglia corto Filippeschi sulle indiscrezioni premature, classicamente un modo come un altro per bruciare proprio quelle candidature. Ignare le dirette interessate. «Non ne so nulla - dice l'ex preside del Dini - ma credo che ci sia ancora tempo e spero che Cortopassi concluda l'ottimo lavoro fatto».
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