Il Tirreno

Pisa

Facebook, i balneari vanno avanti

Facebook, i balneari vanno avanti

«Non possiamo impedire ai clienti d'annunciare le feste sui social network»

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TIRRENIA. «Non siamo noi titolari degli stabilimenti balneari ad utilizzare Facebook per annunciare le feste in spiaggia, ma i nostri clienti. Quindi noi non violiamo il divieto di pubblicità imposto a questo genere di eventi, tanto più che l'uso di un social network entro certi limiti non può essere considerato come pubblicità». Lo dicono i balneari dopo la polemica relativa all'uso dei social network a fini (presunti) pubblicitari che va avanti da alcuni giorni, «Noi non usiamo Facebook - dice Luca Fontani, titolare del bagno Siria di Tirrenia -, ma i ragazzi che vengono qui sì.

Lo usano per tenersi in contatto, per dirsi cosa fanno la sera e anche per darsi appuntamento nel nostro stabilimento. Le nostre feste comunque sono molto ristrette e, malgrado i ragazzi si tengano in contatto tramite Facebook, non è mai successo che sia venuta gente da fuori e che ci siano stati problemi per sovraffollamento». Tutto questo è in linea con quanto ha spiegato al "Tirreno" il professor Giovanni Comandè, giurista della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che da tempo si interessa delle problematiche legate alla Rete.

Infatti, Comandè sostiene «che se una persona organizza una festa presso un locale e comunica agli amici di Facebook il luogo e la data dell'evento, questa non è comunicazione pubblicitaria, bensì informativa, rivolta ad una cerchia ristretta di persone. È come se venisse utilizzata la rubrica telefonica per inviare un sms collettivo ai propri contatti». Invece, sempre secondo il professor Comandè, il discorso cambia per la segnalazione di eventi sul proprio sito Internet.

«In questo caso - sottolinea il docente - il sito è raggiungibile da tutti e quindi è da considerasi una forma pubblicitaria». Quindi, a maggior ragione nel caso dei balneari pisani non è possibile parlare di pubblicità su Facebook dal momento che non sono i gestori degli stabilimenti ad usarlo per annunciare le feste in spiaggia, ma i loro clienti. «I miei clienti sono rimasti sorpresi della polemica che è nata intorno a questa vicenda - racconta Roberto Caroti, titolare del bagno La Pace a Tirrenia -.

Perché l'80 per cento della nostra clientela è abituale e usa Facebook anche d'inverno per tenersi in contatto e organizzarsi quando viene al mare. È naturale che se in uno stabilimento balneare viene promosso un evento, i clienti se lo dicano. Penso che ci sia niente di male se Facebook viene utilizzato con buon senso». Il titolare del bagno Arlecchino, invece, sottolinea un altro aspetto della questione.

«Anche noi organizziamo feste, facciamo soprattutto piano bar per i clienti, per dare un servizio in più. Sono soprattutto gli adulti che frequentano questi appuntamenti - osserva Antonio Scanzini -. Però problemi tipo quello dell'utilizzo di Facebook a presunti fini pubblicitari dovrebbero essere chiariti prima dell'inizio della stagione balneare e non a stagione avviata».

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