Attenzione
Fabbrica a fuoco, ma il padrone non c'è
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Il calzaturificio distrutto dallincendio I dipendenti lo hanno atteso per ore davanti al calzaturificio bruciato
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PONTEDERA. Appena hanno saputo dell'incendio si sono precipitati nella fabbrica dove lavorano per capire meglio cosa era successo. Soprattutto speravano di vedere arrivare l'amministratore unico della società, la Big srl, per cui lavorano. Hanno atteso per ore, per la strada, mentre i vigili del fuoco mettevano in sicurezza le parti pericolanti del capannone. Un'attesa inutile. Anche i carabinieri, che indagano sull'incendio insieme ai vigili del fuoco, hanno chiesto ai colleghi di Verona di rintracciare Maurizio Tezzon, l'attuale socio-proprietario dell'azienda che ha modificato gli assetti societari poche settimane fa. Il rogo ha quasi interamente distrutto il capannone del calzaturificio Big, in via Lombardia, nella zona industriale di Gello a Pontedera, facendo crollare parte del solaio, danneggiando uffici e materiali pronti per la lavorazione oltre a scarpe da consegnare. Molti elementi fanno pensare che le fiamme siano dolose. I carabinieri non confermano questa ipotesi e ritengono che siano necessari ulteriori accertamenti. Il fuoco è partito da punti diversi e questo almeno a prima vista e anche ad un occhio profano farebbe escludere le cause accidentale. Tra tante ipotesi c'è una prima certezza e non è incoraggiante per i dipendenti del calzaturificio. Gli operai da oggi non potranno lavorare. Il capannone non è agibile. Oltre alla crisi dell'azienda ora è anche la devastazione causata dal passaggio del fuoco a tenerli a casa. Saranno giorni d'ansia come quelli della settimana scorsa durante la quale i tentativi del sindacato di avere un confronto con l'imprenditore di Verona sono andati a vuoto. Nella stessa azienda, due giorni fa, i 50 dipendenti hanno scioperato dalle 11 alle 12.30 in quanto il pagamento dell'ultima mensilità era in ritardo di alcuni giorni. Avendo saputo che la società aveva perso due dei principali soci, i lavoratori si sono preoccupati di capire se il loro futuro occupazionale era in pericolo. Nonostante questa situazione di incertezza, giovedì mattina, gli operai, dopo avere scioperato, sono rientrati al loro posto per senso di responsabilità, dovendo terminare due commesse. Il calzaturificio Big produceva 500 paia di scarpe al giorno di marchi come Osvaldo Martini, Valentino Red, Escada e Donald Clymer. «Come abbiamo spiegato nei giorni scorsi - dice Tania Benvenuti della Cgil - sono tre settimane che chiediamo un incontro con la proprietà. Secondo noi era in atto una situazione anomala iniziata con la chiusura improvvisa dell'outlet che è stato completamente svuotato». Ora l'obiettivo principale è quello di attivare gli ammortizzatori sociali per i lavoratori. «Domani (oggi, ndr) faremo un incontro alla Camera del lavoro di Pisa - dice la sindacalista - per stabilire il percorso da fare». S.C. ALTRO SERVIZIO a pagina 9
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