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Pisa

Immigrati, gli stati generali

Immigrati impegnati in un test d’italiano
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Immigrati impegnati in un test d’italiano

Pisa sede del convegno per discutere il piano per gli stranieri L'assessore regionale Allocca attacca Bossi e la Lega

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 PISA. «A Umberto Bossi direi che farebbe bene, nella sua ampollina sul pratone di Pontida, a metterci un po' d'acqua del Mediterraneo: troverebbe non solo quella del suo Po, ma anche le tante altre acque di un mare che è davvero Nostro».  Così Salvatore Allocca, assessore al Welfare della Regione Toscana, a margine di una iniziativa organizzata a Pisa sulle politiche toscane in materia di immigrazione.  Nel convegno pisano, che si è svolto presso la Provincia su iniziativa della Regione Toscana con Anci e Upi, sono state discusse le basi per il "Piano di indirizzo integrato" in materia di immigrazione previsto dalla legge regionale di settore.  Fra i temi affrontati nei 13 incontri e in questo conclusivo: la necessità di un sistema informativo sempre aggiornato sui flussi migratori, le modalità per favorire una "partecipazione dedicata" delle comunità di immigrati, l'estensione del diritto di voto (la Regione Toscana si farà protagonista di una specifica proposta di legge al Parlamento nazionale), il consolidamento dei servizi in favore degli immigrati, le questioni legate alle procedure di ricongiungimento familiare, etc.  Dopo i saluti introduttivi (Maria Paola Ciccone e Silvia Pagnin, assessori di Comune e Provincia di Pisa, Luca Menesini per Anci Toscana, dottoressa Fornaro in rappresentanza del prefetto di Grosseto) la giornata dell'ascolto pisano è ruotata su tre interventi e un ricco dibattito: Laila Abi dell'associazione donne straniere "Nostras", Issi Ademi della "Rete Albanesi in Toscana" e Fabio Berti dell'Università di Siena.  L'assessore Allocca ha infine ripreso («in termini di provocazione») un'altra immagine del rappresentante dei rumeni in Toscana secondo cui, sempre in tema di pubblico impiego, «potrà magari essere difficile per un immigrato in Italia fare il direttore dei servizi segreti, ma almeno il bidello potrebbe farlo».

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