La manifestazione
Luminara, bocciata la baldoria
Ma la città della cultura promuove la coreografia di lumini e fuochi
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PISA. Fuochi e lumini promossi, la festa che degenera no. Sono i voti che la città dà alla luminara di giovedì. Abbiamo sentito le opinioni di alcuni big: tutti concordano su questa distinzione. Alfonso Iacono. Il preside della facoltà di Lettere sceglie 7½ come voto per le candele: «In periferia c'è ancora qualche "buco"»; 8 ai fuochi per «l'interessante gioco dei fuochi simultanei» sparati da cinque zattere diverse. Infine 6½ alla festa: Iacono precisa di esprimersi «da laico e da non moralista», ma la festa «è diventata laica. Studio il confine tra "popolare" e "plebeo" e qui ormai siamo al limite. È una nota triste la gente che "si sdà" e il grande numero di ambulanze». Non è colpa dell'organizzazione, ma l'amministrazione indirettamente «incoraggia: se i locali hanno il permesso di restare aperti tutta la notte, è inevitabile il rischio di degenerare e mancare di rispetto a chi è malato o in lutto». Andrea Buscemi. «Edizione vivace» secondo l'attore, che assegna 9 ai lumini «arricchiti» e 8 allo spettacolo pirotecnico: «Interessante l'idea di più barconi di sparo sul fiume». Ma «siamo alle solite: la festa ha perso il suo senso religioso ed è diventata un bailamme». Qui il voto è solo un 5 «e sulla fiducia: da romantico sogno l'atmosfera condita da musiche classiche, non da discoteca». Nicola Zaccardi. Un doppio 9 da parte dell'operatore culturale: «Idea vincente quella dei fuochi in progressione sui ponti. E buonissima copertura, le luci risaltavano». Ma 7 per il «non piacevole "degenero". Se è il numero di persone a fare qualità, beh quello c'era». Ma non basta: «La festa andrebbe ripensata. Io sono per il divertimento consapevole». Renzo Castelli. Lo scrittore pisano comincia coi suoi ricordi di bambino: «La luminara "era" il più grande evento della vita. Oggi ha perso appeal». E allora 9 sia alle luci (riscontra solo «qualche difetto») che ai fuochi. Ma «la città dovrebbe fare un passo in avanti per allinearsi». Non è solo un discorso di nostalgia: «È vero che noi stessi siamo cambiati, ma la media di Pisa ora è al di sotto della luminara». Franco Ferraro. Il presidente dell'associazione "Amici di Pisa" è soddisfatto «del grosso impegno: accendevano lumini ancora alle 20. Voto 7. E le novità sui fuochi d'artificio sono godibili. Un altro 7». Ma appena questi terminano, comincia «il degrado e la confusione. Fino a prova contraria la luminara sarebbe una festa religiosa; invece c'è una movida simile a quella del fine settimana: baldorie estreme, maleducazione, pub che occupano il piano stradale». Il voto è 4: «La città dovrebbe aspirare a una maggiore dignità». Intanto il membro italiano del segretariato internazionale dell'Unesco, Lucio Alberto Savoia, candida Pisa a ospitare le celebrazioni per il decennale della convenzione internazionale ratificata nel 2003 per far diventare patrimonio dell'umanità anche i beni immateriali. Il Pdl locale rivendica invece la paternità sulla candidatura della luminara quale patrimonio dell'umanità per l'Unesco. E propone la creazione di un "Comitato promotore", di cui farà parte anche Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento europeo, che giovedì ha seguito l'evento. Gianluca Campanella Sofia Casablanca
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