Il Tirreno

Pisa

Feste nei bagni, stop alla pubblicità

Donatella Lacar
Feste nei bagni, stop alla pubblicità

Anche gli annunci su Facebook possono violare il divieto del Comune

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TIRRENIA. Le feste negli stabilimenti balneari? Va bene farle, ma guai a pubblicizzarle. Vietati perfino Facebook e siti Internet. Lo ha reso noto il comandante della polizia municipale del litorale, Alessandro Novi, durante una riunione che si è tenuta pochi giorni fa tra tutti i rappresentanti degli stabilimenti. Hanno partecipato anche il comandante della Capitaneria di porto del litorale, Gennaro Melluso, e il direttore di Confcommercio, Federico Pieragnoli.

Sulla questione della pubblicità delle feste nei bagni tramite i siti web e i social network c’è anche un parere della questura, secondo cui questi mezzi di comunicazione sono come strumenti pubblicitari. E ciò in seguito ad un esposto fatto contro una festa che doveva tenersi in uno stabilimento a Tirrenia: il dj aveva utilizzato Facebook per invitare amici e conoscenti.

I social network sono ormai utilizzati da tutti senza distinzioni di età. Come si fa a controllarli? Se lo chiede Sergio Sighieri, titolare del bagno Tirrenia e presidente di Fiba Confesercenti per gli stabilimenti. «Di questa faccenda ci occuperemo nei prossimi giorni - chiarisce Sighieri -. I punti controversi sono parecchi. Internet e Facebook sono fenomeni nuovi e la cosa potrebbe diventare ingestibile. Faccio un esempio: se uno dei miei clienti dice ad un amico tramite Facebook che viene alla festa nel mio bagno e lo invita, che faccio? Per tutelarmi, lo dovrei denunciare perché ha fatto pubblicità. Chiederemo un parere a un avvocato, poi vedremo».

Dello stesso avviso il titolare del bagno Laura, Carlo Buonanni: «Sappiamo benissimo che non possiamo pubblicizzare le nostre feste se non all’interno dello stabilimento, lo dice l’ordinanza del Comune. Ma quanto a Facebook e Internet consulteremo un legale. Non voglio certo prendermi un verbale, anche perché le nostre feste sono quasi da liceali. E anche per il divieto di utilizzare il sito ho delle perplessità. Se un cliente abita lontano e viene solo il fine settimana, secondo me è giusto che sappia cosa viene fatto nello stabilimento balneare. Molti hanno bambini piccoli e vogliono sapere se c’è qualche festicciola per loro. Perché non posso darne informazione sul mio sito web?».

È un articolo dell’ordinanza comunale del 2007, poi confermata anche negli anni seguenti, a regolare le modalità con cui gli stabilimenti possono organizzare feste. Nell’ordinanza si dice che non deve essere fatta pubblicità se non all’interno dello stabilimento stesso, che non deve essere fatto pagare un biglietto, che il costo delle consumazioni non va maggiorato e ogni attività deve cessare all’una della notte.

«L’importante è non trasformare le feste in qualcosa di diverso come se fossimo in discoteca - spiega Pieragnoli di Confcommercio - perché si va incontro a problemi di sicurezza per l’afflusso di gente. Quanto all’uso del web, penso che nessuno dovrebbe creare problemi».

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