Italia
«Aiuto, non ci sentiamo sicuri»
Carlo Venturini
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Lintervento dei vigili del fuoco per lincendio in via Pergolesi Appello dopo la scarcerazione della donna accusata dell'incendio
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PISA. Minacce alle 15 famiglie che abitano nel palazzo di via Pergolesi, al Cep, dove un appartamento è stato distrutto da un incenio appiccato lunedì notte da una donna di 51 anni, subito arrestata e rimessa in libertà due giorni dopo, mercoledì pomeriggio. Gli abitanti del condominio hanno convocato la stampa nel giardino dello stabile perché la notizia della scarcerazione della presunta incendiaria è circolata subito di pianerottolo in pianerottolo. E la tensione è andata alle stelle. «Mercoledì notte alle 11 - denunciano i condomini - è venuto un conoscente della donna arrestata, per avvertirci che la storia non era finita lì, e di stare molto, molto attenti alle tubature del gas». La donna infatti da mesi andava dicendo ai conoscenti che voleva dar fuoco alla casa dell'ex o far esplodere il palazzo col gas, ma, per quanto fosse fortemente depressa, nessuno le aveva creduto. Ora questa minaccia acquista un altro aspetto. Mercoledì notte quindi, i condomini hanno chiamato il 113, ma, quando gli agenti sono arrivati, non hanno trovato traccia dell'accusata. La donna fermata dagli inquirenti ora vive in via Fiorentina, non abita più nel palazzo; ci stava prima con il suo ex compagno. Quando l'hanno arrestata ha ammesso di aver agito per motivi sentimentali e perché rivendicava dei soldi da lui, tuttofare di una discoteca, 52 anni. Gli abitanti del palazzo però non vogliono più subire questo stato di cose. E dicono: «Ora sta al sindaco tutelarci, visto che l'autorità giudiziaria ha rimesso in libertà una donna secondo noi pericolosa. Vorrenno che polizia e carabinieri passassero di qui molto più frequentemente». I commenti degli abitanti dell'immobile di via Pergolesi, molti di questi sono anziani, si susseguno con animosità e preoccupazione: non è la prima volta - dicono - che vengono minacciati dalla donna, la quale, secondo loro, avrebbe commesso anche tutta una serie di atti vandalici nel condominio. «Anche la sera dell'incendio - dicono i condomini - questa persona, mentre scappava nel vialetto del palazzo, si è girata verso di noi e ci ha detto che saremmo bruciati tutti». Nel condominio abita anche una mamma con la sua bambina di tre mesi. «Io non dormo più - dice - e sono in ansia continua». «Ci deve scappare il morto? - chiede un anziano residente - Se, come abbiamo letto sui giornali, la donna è stata scarcerata perché depressa, il giudice la doveva prima far curare in ospedale e poi rimetterla in libertà». Il palazzo di via Pergolesi è di proprietà di Apes. Al momento dell'arresto, fatto dai carabinieri, la donna avrebbe confermato quanto riferito poi dai condomini, e cioè che i litigi con l'ex compagno erano continui, frequenti ed anche violenti. L'autorità giudiziaria ha comunque vietato alla donna di avvicinarsi al palazzo.
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