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Tre inchieste sui documenti taroccati

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 PISA. Le inchieste sulle truffe sui permessi di soggiorno si sprecano. A giugno dell'anno scorso i carabinieri arrestarono sette persone e per tre scattò l'obbligo di firma. In pratica questi registravano false assunzioni in società fittizie per ottenere la regolarizzazione di clandestini in cambio di soldi. L'attività avrebbe prodotto un giro d'affari di circa 400mila euro, con 130 immigrati coinvolti. In manette cinque imprenditori, un commercialista e un ragioniere. Le regolarizzazioni fasulle costavano tremila euro l'una. Ai primi di luglio, sempre l'anno scorso, la polizia denunciò tre toscani per un giro di nulla osta tarocchi. I tre promtettevano ingresso in Italia, un posto di lavoro e documenti in regola, si preentavano come funzionari di prefetturao degli uffici amministrativi della questura, si facevano chiamare dottore e facevano intravedere, a malcapitati giovani marocchini in cerca di un posto al sole, il sogno di un futuro roseo nella nostra penisola. I nulla osta costavano da 300 a 4mila euro, a seconda delle difficoltà. A novembre scorso i carabinieri arrestarono un pisano e un campano che compravano a Napoli documenti e permessi falsi. C.V.

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